L’immunologo Abrignani: “Tra due mesi ne saremo fuori, come gli inglesi”

L'immunologo Abrignani : “Tra due mesi ne saremo fuori, come gli inglesi”
di mariacarla palermo
2 settimane fa
8 Aprile 2021
L’immunologo Abrignani: “Tra due mesi ne saremo fuori, come gli inglesi”

Su SkyTg24 è stato intervistato l’immunologo Sergio Abrignani, docente alla Statale di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico. Sulla situazione legata alla pandemia di Covid in

Italia Abrignani ha dato una lettura ottimistica – “siamo all’ultimo mezzo miglio, vacciniamo 300 mila persone al giorno, arriviamo a 25-30 milioni di vaccinati e avremo la svolta, se tutto

va bene in 6-8 settimane ne siamo fuori esattamente come è avvenuto in Gran Bretagna”. Secondo il professore sul vaccino AstraZeneca «penso che da Ema arriverà una

decisione in un unico senso, perché già Francia e Germania hanno deciso. E alla luce dei dati, ancor non confermatissimi che nel Regno Unito o e in Ue si sono registrati 50 casi di trombosi

venosa celebrale su più di 25mln di vaccinati, soprattutto sotto i 60anni, è possibile, plausibile e probabile che Ema dica ciò che già le agenzie regolatorie in Francia e in Germania hanno

deciso, ovvero di limitare l’uso di AstraZeneca ai soggetti over 60». “La Germania ha già deciso sulla seconda dose AstraZeneca”, in caso di stop del vaccino agli under 60 «verrà fatta una dose

di Pfizer e Moderna», ha aggiunto rispondendo alla domanda sulla seconda dose per chi ha fatto la prima con il vaccino AstraZeneca. Sulla possibilità che possa essere pericoloso cambiare

tipologia di vaccino tra prima e seconda dose, Abrignani avverte che “non è assolutamente pericoloso, in immunologia c’è una tecnica che si chiama ‘innesco e richiamò, con due tipi

diversi di vaccino, che anzi – osserva – quando si usano gli adenovirus è suggerita. Da immunologo dico che è meglio anche come induzione della risposta immunitaria. Ma serve

l’ok delle agenzie regolatorie”. Quanto alle scuole, secondo Abrignani “il rischio zero in questo periodo non esiste perché non siamo ancora tutti vaccinati. I morti sono ancora tanti,

ma abbiamo frenato la salita della curva dei nuovi casi, quindi se dovevamo giocarci un gettone, come hanno detto il presidente dell’Iss, il ministro della Salute e il premier, l’abbiamo

fatto sulla scuola perché non poteva rimanere chiusa. È stata una scommessa, non a rischio zero ma calcolato, ma dal mio punto di vista è stato giusto riaprirle fino alla prima media”.

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