Liam Conejo Ramos è stato fermato dagli agenti dell’immigrazione nel vialetto di casa, al ritorno dalla scuola materna. Arrestato anche il padre. Sono stati traferiti in Texas.
«Perché arrestare un bambino di 5 anni? Come può essere considerato un criminale?», si chiede attonita Zena Stenvik, sovrintendente delle scuole pubbliche di Columbia Heights, a nord di Minneapolis. La fotografia, drammatica, parla da sola: si vede un bimbo, Liam Conejo Ramos, mentre viene preso in custodia da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia federale americana che si occupa di far applicare le leggi sull’immigrazione. Liam è stato fermato insieme con altri quattro bambini in Minnesota, lo Stato ora nell’occhio del ciclone dopo l’uccisione delle 37enne Renée Good, lo Stato preso d’assalto proprio dall’Ice. «Non potete dirmi che questo bambino può essere classificato dalle forze dell’ordine come un criminale violento», ha aggiunto appunto Stenvik durante una conferenza stampa.
Liam Conejo Ramos e suo padre, che il Dipartimento della Sicurezza Interna ha identificato come Adrian Alexander Conejo Arias, sono stati fermati nel vialetto di casa loro martedì pomeriggio, proprio mentre tornavano dalla scuola materna che frequenta il bambino, come riporta il Washington Post.
Il padre è fuggito a piedi appena gli agenti dell’Ice si sono avvicinati. «Per la sicurezza del bambino, uno dei nostri agenti è rimasto con lui mentre gli altri hanno arrestato Conejo Arias», si legge in un comunicato diramato dalle autorità.
Dopo aver arrestato il padre, gli agenti hanno chiesto a Liam di bussare alla porta per verificare se ci fossero altre persone in casa. «Hanno usato un bambino di 5 anni come esca», dicono dalla scuola.
Il fratello di Liam, che frequenta le scuole medie, è tornato a casa 20 minuti dopo e ha scoperto che il fratello minore e il padre erano stati portati via.
Liam e suo padre si trovano ora a San Antonio, Texas, sotto la custodia dell’autorità per la Sicurezza Nazionale (la Homeland Security), ha dichiarato in un’email l’avvocato della famiglia, Marc Prokosch. Non sono cittadini statunitensi, ma «hanno seguito alla perfezione l’iter legale, dalla presentazione alla frontiera alla richiesta di asilo, fino all’attesa del completamento della procedura», ha aggiunto.
Altri tre studenti della Columbia Heights sono stati arrestati questo mese dagli agenti dell’Ice, secondo quanto riferito dai funzionari scolastici. Una studentessa diciassettenne è stata prelevata dalla sua auto martedì e arrestata da agenti armati e mascherati.
Con un memo datato 12 maggio 2025, il capo ad interim dell’Ice ha ordinato agli agenti della polizia diventata il braccio armato della campagna di deportazioni di Donald Trump, di entrare nelle case anche senza il necessario mandato giudiziario. È quanto rivela Whistleblower Aid, gruppo che fornisce assistenza ai dipendenti che rivelano comportamenti illeciti, non etici o dannosi, come quelli che hanno diffuso questo documento che viola – affermano gli attivisti -, le protezione costituzionali contro perquisizioni e sequestri non autorizzati.
Nel memo si afferma che per entrare con la forza in una residenza privata è sufficiente un mandato amministrativo, il Form I-205 firmato da un funzionari dell’immigrazione, ma solo dopo che un giudice ha dato l’ordine finale per l’arresto e la deportazione. «La nuova politica del dipartimento di Sicurezza per permettere arresti in una casa senza mandato giudiziario o consenso è una violazione completa della legge e del Quarto Emendamento», afferma Whistleblower Aid, concludendo che il mandato amministrativo «non autorizza ad entrare nelle case», come del resto stabilisce anche il manuale di addestramento dell’Homeland Security.
«Ogni americano dovrebbe essere terrorizzato da questa politica segreta dell’Ice che autorizza a buttare giù la porta e fare irruzione in casa tua. Una politica orrenda che mostra a quali abusi pericolosi e vergognosi l’America sta assistendo», ha dichiarato il senatore dem Richard Blumenthal, spiegando che il memo non è stato distribuito formalmente ma a mano dai supervisori dei team. Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato che ogni «straniero illegale» a cui è stato presentato il mandato amministrativo aveva avuto un «pieno giusto processo», o hanno agito di fronte a una «causa probabile».
Fonte: ilcorriere.it