Alle due del mattino, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, le lancette dell’orologio si dovranno spostare un’ora avanti. Torna così l’ora legale, che resterà in vigore fino alle tre di notte di domenica 25
ottobre, quando tornerà l’ora solare e le lancette dell’orologio torneranno indietro di sessanta minuti. Tutti i dispositivi elettronici e quelli collegati alla Rete (come pc, tablet, smartphone e smartwatch) si aggiorneranno
automaticamente, mentre occorre spostare manualmente apparecchi e orologi analogici. L’orario in cui spostare le lancette dell’orologio non è stato scelto a caso. Il cambio dell’ora avviene in un momento in
cui ci sono meno treni e aerei in movimento, limitando al massimo i possibili fraintendimenti sul momento di partenza e di arrivo. La consuetudine di spostare in avanti di un’ora le lancette dell’orologio nei
mesi estivi è frutto di un’intuizione di Benjamin Franklin, il quale nel 1784 suggerì di anticipare l’inizio delle giornate per sfruttare il più possibile la luce naturale e risparmiare sull’energia necessaria a
garantire l’illuminazione notturna. L’idea fu però accantonata e messa in pratica solo molto tempo dopo, negli anni della Prima Guerra Mondiale, quando nel 1916 alcuni Paesi, tra cui la Germania, decisero di
introdurla per limitare il consumo del carbone necessario a produrre energia. L’Italia ha introdotto l’ora legale in via definitiva nel 1966: in un primo periodo l’ora estiva aveva una durata di quattro
mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima di settembre, mentre nel 2001 è stato adottato il calendario condiviso nell’Unione Europea, secondo il quale in tutti gli Stati membri il periodo dell’ora
legale ha inizio all’1 del mattino (ora di Greenwich, che corrisponde alle due nel fuso orario dell’Europa Centrale a cui appartiene l’Italia) dell’ultima domenica di marzo e termina, alle due del mattino (ora
italiana) dell’ultima domenica di ottobre. Ma, diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che nei giorni successivi al passaggio all’ora legale si osservano effetti misurabili sulla salute umana e sulla
sicurezza: si va dall’aumento degli infarti miocardici acuti (+3/4%) fino alla crescita degli infortuni sul lavoro (+5/6%) e degli incidenti stradali, con errori legati alla riduzione dell’attenzione come conseguenza
del minore numero di ore di sonno. Allora come affrontare tutto ciò prima del cambio orario? Ridurre caffeina e stimolanti nel pomeriggio, quindi evitare caffè, tè e altre bevande. Limitare la luce degli schermi (pc,
smartphone) la sera possono interferire con la produzione di melatonina, l’ormone dell’addormentamento. Esporsi alla luce naturale al mattino: la luce mattutina è il principale elemento di sincronizzazione
dell’orologio biologico: uscire all’aperto entro la prima ora dal risveglio aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano. Mantenere orari regolari per sonno e pasti: la regolarità quotidiana aiuta il cervello e il metabolismo
a mantenere sincronizzati i ritmi biologici. Anticipare gradualmente il sonno: nei 3-4 giorni che precedono il cambio dell’ora è utile andare a dormire 15-20 minuti prima ogni sera. Fonte Tgcom24.