Andrea Costanzo ha ricevuto la telefonata che nessun padre dovrebbe mai ricevere. In un istante, tutto è crollato. Con voce spezzata, ha detto: «Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c’è più». Purtroppo, Chiara risulta tra i dispersi della strage di Crans-Montana, avvenuta la notte di Capodanno.
Al momento, le autorità hanno accertato 40 vittime. Tuttavia, restano ancora diversi dispersi da identificare. Per Chiara, però, le speranze si affievoliscono di ora in ora. Infatti, come ha spiegato il padre in un’intervista al Corriere della Sera, gli ospedalizzati non identificati sono tre e sono tutti di sesso maschile. Di conseguenza, per esclusione, Chiara compare in un altro elenco: quello delle vittime. L’ufficialità arriverà solo tra alcuni giorni, perché serviranno esami accurati del DNA. Eppure, per la famiglia, la verità è già chiara.
Successivamente, Andrea Costanzo ha raccontato i drammatici momenti di quella notte. Innanzitutto, ha cercato disperatamente sua figlia. Poi, non trovandola, è arrivato davanti al locale devastato dall’incendio. Tuttavia, non è riuscito a entrare. I vigili del fuoco gli hanno impedito di passare. E lui, ancora oggi, porta dentro quel rimpianto: avrebbe voluto cercarla, avrebbe voluto fare di più.
Inoltre, il padre ha ricordato un dettaglio che oggi pesa come un macigno. Quest’anno Chiara non voleva nemmeno partire. Aveva pensato di festeggiare il Capodanno con un’amica, in un’altra località. Tuttavia, non aveva trovato posto. Così, alla fine, la famiglia è tornata ancora una volta a Crans-Montana. Andrea e la madre di Chiara l’avevano incoraggiata a uscire e a divertirsi. All’epoca sembrava un gesto normale. Oggi, invece, quelle parole assumono un significato terribile. «La vita è bastarda», ha detto il padre. E, soprattutto, ha aggiunto di sentire addosso una responsabilità enorme.
Ora, la famiglia vive ore interminabili di attesa e di angoscia. Le autorità locali devono ancora fornire le conferme ufficiali. In molti casi, infatti, l’identificazione delle vittime può avvenire solo attraverso il DNA. Nel frattempo, però, il dolore resta. Ed è insopportabile.
Andrea Costanzo sa che arriverà anche un altro momento. Prima, dovrà elaborare il lutto. Poi, però, cercherà la giustizia. Lo farà per Chiara. Lo farà perché sua figlia, come racconta, sapeva sempre distinguere il giusto dallo sbagliato. Secondo lui, esistono responsabilità precise che devono emergere. E prima o poi, quelle risposte dovranno arrivare.
La famiglia di Chiara è originaria di Arona. Tuttavia, viveva a Milano insieme alla madre. Chiara frequentava il liceo Moreschi e praticava ginnastica acrobatica a livello agonistico. Inoltre, conosceva bene Crans-Montana, perché la famiglia possedeva una casa nella località svizzera e ci tornava da anni. Poi, improvvisamente, la tragedia. Una notte che ha spezzato una giovane vita. E che ha lasciato una ferita destinata a non rimarginarsi.
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