La Champions è ora complicatissima: il Napoli pareggia a Copenaghen

20 Gennaio 2026 - 23:16

La Champions è ora complicatissima: il Napoli pareggia a Copenaghen

Al Parken Stadium di Copenaghen va in scena una partita che infrange quasi definitivamente le speranze del Napoli di continuare il proprio percorso in Champions League. Un percorso, va detto senza giri di parole, orrendo: sette punti finora, al pari di Copenaghen e Qarabag, con il Benfica che deve ancora giocare e scenderà in campo domani. Con una classifica così, e con la prossima partita contro il Chelsea, le speranze del Napoli sono ridotte al minimo: servirebbe una serie di combinazioni complicatissime.

Ma al di là dei calcoli, la partita di stasera è quella che, come si dice a Napoli, “fa cadere le braccia”, un vero intossico. Perché il Napoli, paradossalmente, l’aveva preparata benissimo.

L’inizio è una bomba. Napoli aggressivo, intenso, con Elmas ispiratissimo, protagonista di grandissime giocate. Il Copenaghen fa quello che ci si aspettava: si chiude dietro e prova a ripartire con lanci lunghi verso Cornelius, attaccante che molti ricorderanno ai tempi del Parma, bravo a fare sponde e a far salire la squadra.

La vera svolta – o almeno quella che sembra tale – arriva quando Delaney, capitano del Copenaghen ed ex Borussia Dortmund, commette un fallo bruttissimo su Lobotka, una vera martellata sul ginocchio. Il VAR interviene, check lunghissimo, e alla fine arriva il cartellino rosso. Espulsione sacrosanta.

Da lì in poi la partita del Napoli migliora. Gli azzurri si calmano, prendono il controllo, iniziano ad attaccare con ordine e trovano il gol del vantaggio: calcio d’angolo, stacco imperioso di Scott McTominay, colpo di testa bellissimo, potente e preciso. 1-0 Napoli.

Ed è qui che emerge una verità scomoda: il Napoli, in realtà, non aveva creato tantissime occasioni, e quel gol sembrava quasi l’unico modo possibile per segnare a questo Copenaghen. Dopo l’espulsione di Delaney, i danesi si riorganizzano, aggiungono un difensore, passano praticamente a cinque dietro, si fortificano ulteriormente. Per vie centrali non si passa, soprattutto con i centrali del Copenaghen sempre perfetti. Si può provare solo sugli esterni, dove agiscono Vergara e poi dopo Lang. Proprio Vergara, tra l’altro, aveva anche sfiorato il gol prima della rete di McTominay.

Il primo tempo si chiude sull’1-0, con la sensazione che la partita sia in controllo. E anche il secondo tempo sembra andare nella stessa direzione: il Copenaghen praticamente non tocca palla, come è giusto che sia con un uomo in meno. Volume basso, Napoli stabilmente nella metà campo avversaria.

Eppure, arriva l’ennesimo disastro europeo. Il protagonista in negativo è quello che, senza voler distruggere il ragazzo, perché è evidente che in questo periodo abbia problemi di autostima, è stato probabilmente il peggior giocatore del Napoli in questa Champions League. Parliamo di Buongiorno, un difensore che in passato aveva garantito affidabilità, ma che stasera è l’esatto contrario.

L’unica vera occasione del Copenaghen nasce da una situazione evitabilissima: Elyounoussi, ex esterno del Celtic, entra in area, salta Buongiorno, che affonda il piede e commette fallo. Rigore netto, ma soprattutto ingenuo. Un rigore cercato dall’esterno e nel quale Buongiorno ci casca come un pero.

Dal dischetto Milinković-Savić è straordinario: para, intercetta il rigore sulla sua destra. Ma sulla ribattuta arriva lo stesso Larsson, figlio della leggenda Henrik Larsson, che insacca l’1-1. E da lì in poi, la partita muore.

Il Napoli prova a reagire, aumenta ancora di più il forcing, ma senza lucidità. L’unica, vera, grandissima occasione arriva sulla testa di Olivera, che gira bene: miracolo di Kotarski, e il punteggio resta sull’1-1.

C’è una sensazione chiarissima: non sembra mai di essere in superiorità numerica. Tutti dietro la linea del pallone, il Copenaghen arroccato in area, e il Napoli incapace di trovare soluzioni pulite. Gli inserimenti dalla panchina non aiutano: Lucca e Ambrosino non danno qualità. Ambrosino è imprecisissimo, si vede che è un calciatore acerbo, non da Champions League. Lucca colleziona l’ennesima prestazione negativa: colpo di testa fuori, occasione sul destro schiacciata a terra e spedita alta.

Finisce 1-1. Una partita terrificante, quasi horror, compromessa da un errore grave e decisivo e mai davvero ribaltata. Il percorso europeo del Napoli diventa così sempre più tortuoso, le speranze sono appese a un filo sottilissimo, e una cosa appare ormai evidente: a gennaio qualcosa dovrà succedere sul mercato. Perché così, in Champions, non basta.