La Bosnia vince ai rigori: l’Italia è di nuovo fuori dai Mondiali

31 Marzo 2026 - 23:42

La Bosnia vince ai rigori: l’Italia è di nuovo fuori dai Mondiali

Allo stadio Stadion Bilino Polje non si gioca solo una partita: si entra in un inferno.

8.800 posti, ma un rumore che sembra moltiplicarsi all’infinito. Prima ancora del fischio d’inizio, fumogeni accesi dai balconi, cori assordanti, tensione palpabile. Un clima da battaglia più che da calcio.

E in questo scenario, l’Italia si presenta fragile, incerta, quasi rassegnata. Non una squadra con il destino tra le mani, ma una nazionale che spera — e già questo dice tutto.

L’inizio sembra promettere qualcosa di diverso.

Un errore grossolano del portiere bosniaco Vasilj spalanca la porta agli azzurri: Nicolò Barella recupera e serve rapidamente Moise Kean, che a porta praticamente vuota non sbaglia.

Italia avanti.

Italia che sogna.

Italia che, per qualche minuto, sembra ancora viva.

Poi arriva il momento che pesa come un macigno.

Alessandro Bastoni commette un fallo ingenuo, evitabile. L’arbitro non ha dubbi: cartellino rosso.

Da quel momento la partita cambia completamente volto.

La Bosnia prende coraggio, campo, fiducia. L’Italia arretra, si abbassa, si difende con paura più che con ordine.

Se si arriva all’81’, il merito è quasi esclusivamente di Gianluigi Donnarumma.

Parate decisive, interventi istintivi, miracoli veri.

Ma il calcio non perdona chi spreca.

E l’Italia spreca troppo.

Ancora Moise Kean, poi Pio Esposito, e Federico Dimarco: occasioni pesanti, buttate via.

All’81’ arriva ciò che era nell’aria.

La Bosnia trova il gol dell’1-1.

Lo stadio esplode.

L’Italia crolla psicologicamente.

Nei supplementari, l’Italia resiste. Più per orgoglio che per qualità.

Con il “coltello tra i denti”, come si dice, trascina la partita ai rigori.

Ma anche lì emerge il problema più grave:

non ci sono più leader, non ci sono più rigoristi.

Neanche Gianluigi Donnarumma riesce a salvare una squadra che sembra svuotata.

E così, ancora una volta, l’Italia cade.

Resta una macchia pesantissima.

Mujaremovic commette un fallo evidente su Palestra: ultimo uomo, occasione chiara.

Rosso netto.

L’arbitro Trupen estrae incredibilmente solo il giallo.

Il VAR conferma.

Una decisione incomprensibile, che pesa sulla partita e sulla storia.

Il dato è devastante: terzo Mondiale consecutivo mancato.

16 anni senza Coppa del Mondo.

Non è più un incidente.

Non è più sfortuna.

È un sistema che non funziona.

Questa non è solo una sconfitta.

È una pagina nera del calcio italiano.

Serve rifondare tutto.

Perché oggi, a Zenica, non è uscita solo una squadra.

È crollata un’intera idea di calcio.

E la sensazione più pesante è una sola:

l’Italia, oggi, è sparita dal grande calcio.