Kaladze rivela: “Berlusconi chiamò Putin davanti a me e fermò i carri armati in Georgia”

11 Febbraio 2026 - 19:52

Kaladze rivela: “Berlusconi chiamò Putin davanti a me e fermò i carri armati in Georgia”

Kakhaber Kaladze guida oggi la capitale della Georgia con mano ferma. A 47 anni, l’ex difensore ricopre infatti il ruolo di sindaco di Tbilisi. Egli ha appeso le scarpette al chiodo nel 2012 dopo l’ultima stagione al Genoa. Subito dopo, ha intrapreso con decisione la carriera politica. Inizialmente ha servito il suo Paese come vice premier dal 2012 al 2017. Successivamente, ha conquistato la carica di primo cittadino nell’ottobre dello stesso anno. I cittadini hanno rinnovato il suo mandato due volte, nel 2021 e nel 2025.

L’ex calciatore attribuisce il suo successo politico a un grande maestro. Egli indica senza dubbi Silvio Berlusconi come sua guida. Il Cavaliere guidava il Milan in quell’epoca. Allo stesso tempo, Berlusconi dominava la scena politica italiana. Kaladze ricorda con affetto gli insegnamenti ricevuti dal suo presidente.

Un episodio specifico resta però indelebile nella mente dell’ex rossonero. Tutto accadde durante l’estate del 2008. La Georgia viveva in quel periodo un momento drammatico. La Russia aveva infatti invaso il territorio georgiano. Le truppe di Mosca difendevano le regioni separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abcasia. Inoltre, i soldati russi avanzavano minacciosamente verso l’interno. Essi arrivarono a poche decine di chilometri da Tbilisi.

In quel frangente critico, Kaladze giocava ancora nel Milan. Egli tentò allora una mossa della disperazione per fermare l’esercito nemico. L’ex difensore si recò immediatamente da Berlusconi. Egli conosceva bene l’ottimo rapporto esistente tra il suo presidente e Vladimir Putin. Pertanto, gli chiese un intervento diretto per aiutare la sua gente.

Berlusconi non esitò un istante di fronte alla richiesta. Egli telefonò a Putin proprio davanti al calciatore. Poco tempo dopo, le parti firmarono la pace. Kaladze ha raccontato questi dettagli inediti alla “Gazzetta dello Sport”. Per lui, Silvio rappresenta molto più di un imprenditore o politico. Egli lo considera prima di tutto un grande uomo.

Bisogna ricordare il contesto storico di quegli eventi. Il conflitto iniziò l’8 agosto 2008 e durò ufficialmente fino al 12 agosto. Successivamente, arrivarono i “cessate il fuoco” e un accordo di pace. Nicolas Sarkozy mediò l’intesa in qualità di presidente di turno dell’Unione Europea. Il piano prevedeva l’occupazione militare russa di due regioni. Tuttavia, la Georgia salvò l’integrità del resto del suo territorio.

Secondo il racconto di Kaladze, Berlusconi spese molte energie in quella trattativa. Egli passò ben cinque ore al telefono con l’amico Putin. Il leader italiano voleva trovare una soluzione. Il suo obiettivo era evitare un “bagno di sangue” a Tbilisi. In quel momento, Berlusconi guidava il governo italiano e il suo potere toccava l’apice. Egli vantava legami solidissimi e diretti con il Cremlino.

Tuttavia, la storia ufficiale riconosce un altro protagonista. Nicolas Sarkozy figura infatti come il principale mediatore internazionale. Il francese trattò direttamente con i presidenti Medvedev e Saakashvili. Berlusconi ha rivendicato in seguito il suo contributo nell’evitare un’escalation. Ciononostante, il merito formale resta attribuito alla Francia e all’UE. Alcune fonti georgiane smentiscono la versione di Kaladze. Lo stesso Saakashvili ha ridimensionato il ruolo dell’italiano nel 2010.

Fonte: Fanpage