Israele legittima la violenza sessuale contro i palestinesi: il caso Sde Teiman

14 Marzo 2026 - 15:20

Israele legittima la violenza sessuale contro i palestinesi: il caso Sde Teiman

L’archiviazione del caso di stupro di gruppo avvenuto nel centro di detenzione di Sde Teiman, nel deserto del Negev, ha sollevato forti polemiche e interrogativi sulla giustizia militare israeliana e sulla tutela dei diritti umani dei detenuti palestinesi. Secondo Sari Bachi, direttrice esecutiva del Public Committee Against Torture in Israel (PCATI), la decisione di far cadere le accuse contro i soldati coinvolti rappresenta un segnale molto grave, perché rischia di legittimare forme di violenza sistematica nei confronti dei prigionieri palestinesi.

Il caso riguarda un detenuto proveniente da Gaza che, nel luglio 2024, sarebbe stato violentato da un gruppo di soldati all’interno della struttura di Sde Teiman. L’uomo riportò ferite talmente gravi da richiedere il trasferimento in un ospedale civile. Furono proprio i medici a segnalare l’accaduto, ritenendo che le lesioni non potessero essere il risultato di autolesionismo. Nonostante la presenza di telecamere di sorveglianza e di elementi considerati da diverse organizzazioni per i diritti umani come prove significative, il procuratore generale militare ha stabilito che non vi fossero elementi sufficienti per proseguire con il processo.

Secondo il PCATI, questo episodio non rappresenterebbe un caso isolato, ma si inserirebbe in un contesto più ampio di abusi e maltrattamenti nei confronti dei detenuti palestinesi. L’organizzazione afferma di rappresentare centinaia di prigionieri che denunciano torture, incluse aggressioni sessuali, e sostiene che molte di queste segnalazioni vengano archiviate senza indagini approfondite.

Le testimonianze raccolte parlano anche di condizioni di detenzione estremamente dure: sovraffollamento, scarsa igiene, razioni di cibo ridotte e accesso limitato alle cure mediche. Inoltre, dall’inizio delle recenti tensioni regionali, sarebbero state sospese molte visite legali, lasciando i detenuti con pochissimi contatti con il mondo esterno.

Per diverse organizzazioni per i diritti umani, l’archiviazione del caso Sde Teiman evidenzia la necessità di indagini internazionali indipendenti. Secondo queste realtà, solo un intervento esterno potrebbe garantire un reale accertamento delle responsabilità e impedire che episodi simili rimangano impuniti.

fonte: fanpage

credito foto: fanpage

  •