La tensione in Medio Oriente continua a crescere dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici in Iran. Nella notte tra sabato e domenica 8 marzo, le aviazioni di Washington e Tel Aviv hanno colpito per la prima volta i depositi di petrolio e diversi impianti di raffinazione nella capitale iraniana, Teheran. I bombardamenti hanno provocato vasti incendi in varie zone della città, sollevando timori anche per possibili conseguenze ambientali.
Secondo fonti locali, l’esplosione di strutture petrolifere avrebbe rilasciato nell’aria grandi quantità di sostanze chimiche e combustibili, aumentando il rischio di piogge acide sulla capitale e nelle aree circostanti. Le autorità iraniane hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti e a restare al chiuso in alcune zone particolarmente colpite dal fumo e dalle emissioni.
Intanto Israele ha dichiarato di aver respinto nella notte quattro ondate di missili lanciati dall’Iran verso il proprio territorio. Il sistema di difesa aerea avrebbe intercettato gran parte dei razzi, evitando danni significativi. La situazione resta però estremamente tesa, con il timore di una ulteriore escalation militare nella regione.
Gli effetti del conflitto si fanno sentire anche in Libano. Un attacco aereo israeliano ha colpito un hotel nel centro di Beirut, causando almeno quattro morti e dieci feriti. Nel sud del Paese, secondo fonti locali, altre 19 persone sarebbero rimaste uccise nei bombardamenti, tra cui diversi bambini.
Sul piano politico, nel frattempo, emergono indiscrezioni sulla possibile individuazione di una nuova Guida Suprema in Iran, mentre la leadership del Paese affronta uno dei momenti più delicati degli ultimi anni.
Dagli Stati Uniti è arrivato anche un commento dell’ex presidente Donald Trump, che ha citato l’Italia e il suo governo. “Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader”, ha dichiarato, sottolineando il ruolo diplomatico che Roma starebbe cercando di svolgere nella crisi internazionale.
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