Domenica 1 febbraio (ore 19) omaggio a Hans Werner Henze
Napoli, 29 gennaio 2026 – La Stagione di Concerti 2025/2026del Teatro di San Carlo continua nel segno dell’Italia e di Napoli. Domenica 1 febbraio 2026 (ore 19) Ingo Metzmacher, tra i più autorevoli direttori d’orchestra del panorama internazionale, dirigerà l’Orchestra del Lirico di Napoli. Voce solista il baritono Matthias Goerne.
Il programma, proposto in occasione del centenario della nascita di Hans Werner Henze, rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti del secondo Novecento, mettendo in luce il suo legame profondo con la cultura italiana e, in particolare, con Napoli. In apertura, due pagine che affondano le radici nella tradizione e nell’immaginario del nostro Paese: “La selva incantata” e i “Fünf Neapolitanische Lieder”. Nella seconda parte della serata, la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 73 di Johannes Brahms.
È di Carlo Gozzi la favola teatrale che ispira, a Henze, l’opera “Il re cervo” e, da questa, trae nel 1991 “La selva incantata”, una rielaborazione orchestrale di due scene dal secondo atto. “Nell’originale – spiega il compositore – l’Aria, qui riscritta per orchestra sola, è cantata dal protagonista (tenore) che brama di ritornare nella foresta, alla natura, alle origini della sua esistenza animale. Il Rondò, in un solo rapidissimo tempo di danza (forse una tarantella?), è costruito in tre parti: la prima è allegra, buffonesca, la seconda ha un carattere lirico-romantico, mentre nella terza parte il carattere musicale si capovolge e diventa impetuoso ed altamente drammatico”.
I “Fünf Neapolitanische Lieder” sono, invece, scritti nel 1956 su poesie anonime del Seicento: un ciclo di cinque “Canzoni ‘e copp’ ‘o tammurro”, come riporta il sottotitolo, con dedica a Ingeborg Bachmann. Nascono nella Napoli a cui Henze era legato da un rapporto privilegiato: “Da sempre la città è piena di misteriosi rumori, di stridulo chiasso, di suoni inquietanti – scrive in quell’anno – e sembra che tutto questo sia collegato al canto, si origini dal canto e sfoci nel canto. In realtà tutto inizia con il parlare. […] È una sinfonia di voci, con trilli, cadenze, ora nitide e definite, quasi eleganti, ora furiose e indignate, come le urla disperate di un moribondo”.
Composta nell’estate del 1877 sulle rive del lago Wörthersee, la Seconda Sinfonia è spesso definita la “Pastorale” di Brahms: se la Prima era stata il frutto di una gestazione ventennale all’ombra di Beethoven, la Seconda sgorga con sorprendente, e insolita, fluidità. La prima esecuzione, avvenuta nel dicembre dello stesso anno, vede sul podio Hans Richter alla guida dei Wiener Philharmoniker.
L’opera si distingue per un lirismo luminoso e una natura quasi bucolica, pur lasciando trapelare, nelle sue fitte trame strumentali, quella malinconia introspettiva tipica del linguaggio brahmsiano.
Ingo Metzmacher ha legato il suo nome a prestigiose istituzioniricoprendo, tra le altre, le cariche di Direttore Musicale dell’Opera di Amburgo e della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. Interprete di riferimento per la musica del XX e XXI secolo, ha diretto regolarmente complessi del calibro dei Berliner e Wiener Philharmoniker, della Royal Concertgebouw Orchestra e della Chicago Symphony. La sua vasta discografia riflette un impegno costante nella divulgazione dei linguaggi contemporanei, attività affiancata dalla pubblicazione di saggi dedicati all’opera e alla nuova musica.
Matthias Goerne, baritono tra i più autorevoli della scena internazionale, si è perfezionato sotto la guida di Hans-Joachim Beyer, Elisabeth Schwarzkopf e Dietrich Fischer-Dieskau. Ospite regolare dei più importanti palcoscenici del mondo, dal Metropolitan di New York alla Royal Opera House di Londra e al Festival di Salisburgo, ha collaborato con direttori quali Sir Simon Rattle e Kirill Petrenko. La sua discografia è stata insignita di numerosi premi tra cui un Gramophone Award e cinque candidature ai Grammy.
