Nei pronto soccorso, le sale d’attesa si riempiono, le barelle diventano stanze provvisorie e il sistema dell’emergenza va sotto stress. È uno scenario che si ripete ogni inverno, ma che quest’anno con l’avvento
della nuova influenza l’assistenza territoriale, mostra con forza tutte le fragilità soprattutto nei confronti degli anziani e dei pazienti più vulnerabili. A pesare è soprattutto l’aumento delle
chiamate al 118. Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana del sistema 118, le centrali operative sono sommerse di richieste, spesso anche per situazioni che non configurano vere emergenze.
Tra Natale e i primi giorni dell’anno la domanda di soccorso è cresciuta in modo vertiginoso, mettendo sotto pressione un sistema che deve, comunque, garantire risposte rapidissime per i casi gravi.
L’appello agli utenti è chiaro: chiamare il 118 solo in presenza di sintomi importanti, come difficoltà respiratorie. Il picco influenzale atteso in queste settimane sta mettendo in difficoltà le strutture sanitarie
su tutto il territorio nazionale. I pronto soccorso registrano un aumento significativo degli accessi e molti pazienti, pur avendo bisogno di ricovero, restano a lungo sulle barelle in attesa di un posto
letto. In crescita, quasi ovunque, i casi di polmonite, mentre si osserva un calo delle bronchioliti nei bambini, effetto diretto delle campagne di vaccinazione e immunizzazione contro il virus sinciziale.
Nei pronto soccorso il fenomeno più critico resta quello del “boarding”, lo stazionamento prolungato dei pazienti in barella in attesa di ricovero. Alessandro Riccardi, presidente della Simeu,
sottolinea come il rallentamento delle dimissioni dai reparti, dovuto a malati sempre più complessi e fragili, crei un effetto a catena. Ogni paziente in boarding rallenta l’accesso di chi arriva dopo:
con venti persone bloccate in attesa, le attese possono superare le tre ore. Tra le regioni più colpite spicca la Sicilia, dove nelle ultime settimane l’impennata delle sindromi influenzali ha portato alcuni
pronto soccorso, soprattutto a Palermo, a livelli di affollamento superiori al 350%. Anche la Sardegna vive una situazione critica: agli accessi per influenza si somma una cronica carenza di posti letto,
con numerosi pazienti costretti a rimanere in barella in attesa di ricovero. Sul fronte pediatrico, al Santobono di Napoli si sono registrati fino a 350 accessi al giorno, con una larga maggioranza di bambini con
sintomi influenzali e respiratori. Uno scenario simile al Meyer di Firenze, dove si superano spesso i 100 accessi quotidiani. La nota positiva arriva però dal calo delle bronchioliti: in Toscana i ricoveri per virus
sinciziale si sono dimezzati rispetto al 2024, grazie a una campagna di immunizzazione che ha raggiunto il 90% dei bambini coinvolti. FonteTgcom24.