Una vicenda di una depravazione inaudita scuote Latina, dove un’infermiera di 40 anni è stata condannata a 10 anni di carcere per aver abusato sistematicamente del figlio quattordicenne. La donna scioglieva potenti sonniferi nelle bevande del ragazzo per renderlo inerme e, una volta sedato, consumava le violenze filmandole con il cellulare. In particolare, i video venivano poi inviati al suo amante, condannato alla stessa pena, che collezionava il materiale pedopornografico nel proprio smartphone.
Secondo la ricostruzione processuale, l’orrore è emerso quasi per caso: l’ex marito della donna aveva sporto denuncia temendo che la ex moglie fosse vittima di violenza domestica a causa di alcuni lividi. Tuttavia, analizzando i dispositivi elettronici sequestrati, gli inquirenti si sono trovati di fronte a una realtà ben più atroce. Infatti, non solo sono stati trovati i video degli abusi sul figlio, ma è emerso il coinvolgimento della moglie dell’amante, ora a processo per concorso: sarebbe stata lei a sollecitare l’infermiera affinché drogasse e violentasse il minore.
Di conseguenza, alla donna è stata immediatamente tolta la potestà genitoriale, mentre il legale della difesa annuncia già il ricorso in appello sostenendo uno stato di “soggezione psicologica” dell’imputata. Inoltre, l’amante ha tentato una tardiva richiesta di perdono ai parenti della vittima presenti in aula, ma la sentenza resta durissima. In conclusione, resta il trauma indelebile per un adolescente che per mesi è stato tradito dalla persona che più di ogni altra avrebbe dovuto proteggerlo.
fonte: fanpage.it