Incassava e non seppelliva i defunti il proprietario di un’azienda di pompe funebri. La scoperta di 190 cadaveri in putrefazione è avvenuta dopo segnalazione del fetore proveniente dal magazzino della ditta.
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Incassava e non seppelliva i defunti. Per anni ha incassato i soldi dei parenti dei defunti che lo incaricavano di seppellire o cremare i cadaveri ma dopo aver riscosso quanto pattuito, abbandonava i corpi come spazzatura in un magazzino arrivando ad accumulare ben 190 cadaveri tra adulti, neonati e feti. Per la terribile vicenda il proprietario di una dita di pompe funebri statunitense, Jon Hallford sarà condannato oggi per abuso di cadavere da un Tribunale del Colorado dopo che nel dicembre scorso si è dichiarato colpevole di 200 capi d’imputazione e un giudice ha accettato il patteggiamento con la Procura.
L’uomo rischia una pena tra i 30 e i 50 anni di carcere che si somma ai venti anni di reclusione a cui è stato condannato già nel giugno scorso per truffa ai clienti e frode al governo federale perché incassava soldi sia dai parenti dei defunti sia dallo Stato, sotto forma di fondi di soccorso per il Covid, senza seppellire né cremare nessuno. “Mi odio ancora per quello che ho fatto”. Ha dichiarato l’uomo durante la condanna lo scorso giugno.
Fonte: Fanpage
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