Imprenditore tv ucciso, fermato il collaboratore ha confessato

6 Marzo 2026 - 8:30

Imprenditore tv ucciso, fermato il collaboratore ha confessato

Per l’omicidio di Mario Ruoso, l’ex patron di TelePordenone, il 67enne Loriano Bedin, storico collaboratore ha confessato di averlo ucciso. Bedin era stato assunto nei primi anni Ottanta dall’emittente televisiva e vi

aveva lavorato fino al 2024, quando TelePordenone aveva cessato le trasmissioni cedendo le frequenze. Anche dopo la chiusura dell’attività, i rapporti tra i due erano rimasti e frequenti: secondo quanto

emerso dalle indagini, il 67enne continuava a svolgere diversi incarichi per Ruoso, 87 anni, diventando di fatto una sorta di tuttofare. Bedin, era stato fermato nella notte e condotto in Questura a Pordenone,

ha ammesso le proprie responsabilità davanti agli investigatori. Al termine dell’interrogatorio, avvenuto alla presenza del suo legale, per Bedin è scattato il fermo con l’accusa di omicidio volontario.

Determinanti per l’individuazione di Bedin le telecamere di sorveglianza di un’attività commerciale. “Mario Ruoso è stato ucciso con un corpo contundente alla testa”, aveva dichiarato il procuratore Pietro Montrone,

nel dare la notizia. Smentita la partecipazione di un complice, circolata nelle scorse ore: “C’è un solo soggetto fortemente indiziato del reato”, aveva fatto sapere il magistrato.

A ritrovare il corpo in casa dell’imprenditore, giovedì, era stato il nipote, Alessandro Ruoso. L’imprenditore era andato al lavoro fino al giorno prima nella sua concessionaria di automobili.

I collaboratori, non vedendolo arrivare in ufficio come al solito e non ricevendo risposte al telefono, hanno allertato il nipote: “Il portoncino blindato era chiuso e la chiave di riserva non era nel posto

convenzionale in cui la lasciamo proprio per situazioni di emergenza. Ho tuttavia provato a forzare la serratura e sono riuscito ugualmente a entrare: Mario era steso a terra in un lago di sangue”, ha raccontato

Alessandro Ruoso ai microfoni di Tv12. La morte risalirebbe a quel mattino, secondo una prima ispezione cadaverica svolta dal medico legale Antonello Cirnelli. Le indagini proseguono per chiarire movente e

dinamica del delitto. Non si esclude il movente di tipo economico. I vigili del fuoco hanno ritrovato la spranga utilizzata per l’omicidio in un corso d’acqua. Fonte Tgcom24.