A Frosolone, piccolo comune di circa tremila abitanti in provincia di Isernia, noto come il “paese dei coltelli”, vige una tradizione particolare, proprio perché da generazioni qui si vive producendo lame e forbici di ogni
tipo. Una tradizione artigianale centenaria che col tempo si è fatta industria con un fatturato che oggi raggiunge i 20 milioni di euro l’anno. Numeri importanti tanto quanto le preoccupazioni che in queste
settimane, a seguito delle restrizioni paventate dal decreto sicurezza, stanno avendo le aziende del territorio che, con quel fatturato alimentano l’economia locale. A farsi portavoce dei grattacapi degli
imprenditori locali è stato nelle ultime ore il sindaco di Frosolone, Pasquale Rocco De Lisio che ha firmato una lettera indirizzata al governo per chiedere correttivi e chiarimenti sul provvedimento prima che
diventi legge. L’obiettivo è evitare possibili ricadute economiche sul territorio. l’Amministrazione comunale ritiene doveroso evidenziare alcune criticità tecniche che potrebbero generare
conseguenze rilevanti per il comparto produttivo locale. Frosolone è infatti uno dei principali centri italiani nella produzione di forbici, coltelli e strumenti da taglio: un settore storico, identitario e strategico per la
nostra economia” – si legge nella nota dell’Amministrazione comunale. “Alcune disposizioni del decreto prevedono nuovi obblighi di registrazione delle vendite e limitazioni che potrebbero coinvolgere
anche strumenti di uso professionale e lavorativo, con un impatto concreto sulle aziende produttrici, sui commercianti e su migliaia di lavoratori del settore. Il “paese dei coltelli”, dunque e si prepara a difendere
la propria economia e la propria storia che, ogni anno ad agosto, fanno bella mostra nella Fiera nazionale di forbici e coltelli. Una kermesse che rischia di finire intrappolata nelle maglie della burocrazia.
Il sindaco De Lisio avrebbe anche in programma nelle prossime settimane un incontro con i produttori e alcuni giuristi. “L’obiettivo – spiega all’Ansa – è di arrivare a scrivere un documento da sottoporre al
Governo, attraverso la nostra delegazione parlamentare, per contribuire in maniera fattiva alla bozza e tutelare i nostri produttori, distinguendo con attenzione tra l’uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità, destinata a impieghi legittimi e professionali”. Fonte Tgcom24