Al Diego Armando Maradona è una di quelle sere che si aspettano per settimane. Stadio sold out, atmosfera caldissima, di quelle che ti fanno capire subito che non è una partita come le altre. Il Napoli lo sa: vincere significa sorpassare il Milan e continuare a mettere pressione all’Inter, che il giorno prima aveva travolto la Roma 5-2. Un risultato che ha fatto rumore, e che alza ancora di più l’asticella.
Gli azzurri rispondono presenti, con la miglior formazione possibile. L’unica sorpresa è davanti: niente Højlund dal primo minuto, fermato da un virus, e spazio a Giovane. Alle sue spalle, una coppia che fa paura: McTominay e De Bruyne. In panchina inizialmente anche Alisson Santos, pronto però a entrare a gara in corso.
Il Milan si presenta con un piano tattico particolare: Fullkrug riferimento offensivo, affiancato da Nkunku, giocatore di grande valore ma che finora non ha reso come ci si aspettava. L’idea è quella di dare fisicità e qualità davanti, ma in realtà qualcosa non funziona.
La partita infatti è bloccata.
Il Napoli prova a fare la gara, ma senza trovare grandi spazi. Il Milan si difende con ordine e riparte quando può, affidandosi soprattutto alla qualità di Modric e alla fisicità di Fofana in mezzo al campo. Però occasioni vere, concrete, non se ne vedono molte.
La difesa del Napoli di mancini, Olivera, Buongiorno e Juan Jesus, regge bene e non concede praticamente nulla. Dall’altra parte, anche il Milan tiene, con Maignan attento quando chiamato in causa.
Il primo tempo finisce 0-0, ed è un risultato giusto: pochi spunti, poche emozioni, tanta tattica.
Nella ripresa sembra andare avanti lo stesso copione. Il Napoli prova a crescere, ma fatica a trovare la giocata decisiva. Giovane ci prova, si muove, lotta, ma non riesce a incidere davvero. E allora Conte cambia tutto.
Dentro Alisson Santos.
E come spesso succede, la partita cambia.
Il brasiliano entra con un’energia diversa, un altro passo. Accelerazioni, dribbling, imprevedibilità pura. Il Napoli alza il ritmo, McTominay si alza quasi a fare la punta, e la squadra guadagna metri e fiducia.
Poi entra anche Politano. Cambio che sembra normale… ma che si rivelerà decisivo.
L’azione del gol è semplice ma perfetta. Palla sulla sinistra per Olivera, cross in mezzo, deviazione di testa che allunga la traiettoria sul secondo palo. Lì c’è Politano, tutto solo, che calcia al volo.
1-0 Napoli.
Il Maradona esplode. Un’esplosione vera, di quelle che si sentono dentro. E a segnare è proprio lui, Matteo Politano, uno che contro il Milan sembra avere sempre qualcosa in più.
Da quel momento la partita non cambia più.
Il Milan prova a reagire, ma senza creare veri pericoli. Milinkovic-Savic è praticamente spettatore: nessuna grande parata, nessun intervento decisivo. Il Napoli controlla, gestisce, porta a casa il risultato con maturità.
Non è stata una partita spettacolare, anzi. Il Napoli non ha brillato particolarmente, ma ha fatto quello che doveva fare. E a questo punto della stagione, conta soprattutto questo.
Arriva una vittoria pesantissima.
Il Napoli sorpassa il Milan e resta lì, attaccato, a inseguire un’Inter che continua a correre ma che sente il fiato sul collo. Dopo la delusione della nazionale, con l’eliminazione contro la Bosnia-Erzegovina, arriva finalmente una gioia per i tifosi azzurri.
E ora la sensazione è chiara.
Questo Napoli, anche quando non incanta, trova il modo di vincere.
E quando succede così… vuol dire che la squadra è viva davvero.