Il caso dei neonati sepolti, Chiara ai giudici: “È una sofferenza che mi distrugge”

13 Marzo 2026 - 10:55

Il caso dei neonati sepolti, Chiara ai giudici: “È una sofferenza che mi distrugge”

Davanti alla Corte d’assise di Parma, Chiara Petrolini ha preso la parola per difendersi dalle accuse di omicidio premeditato e soppressione di cadavere dei suoi due figli neonati. La giovane donna, che avrebbe partorito in casa nel maggio 2023 e nell’agosto 2024 per poi seppellire i corpi dei bambini, ha voluto chiarire la propria posizione, respingendo con forza l’immagine di sé come madre assassina.

“Molti mi hanno descritta come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo”, ha dichiarato leggendo un foglio davanti ai giudici. “Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini. Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male. È una sofferenza che distrugge dentro”.

Nel corso delle dichiarazioni spontanee, la giovane ha raccontato il profondo malessere che dice di aver vissuto per anni, nonostante all’esterno apparisse una ragazza serena, con una famiglia, amici, un fidanzato, e una vita tra studio e lavoro. “Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire”, ha spiegato.

Petrolini ha poi affrontato il tema delle gravidanze, sostenendo di non essere mai stata davvero certa di aspettare un bambino. “Non ho mai fatto un test di gravidanza. Nella mia testa dicevo che era impossibile, altrimenti qualcuno se ne sarebbe accorto”, ha affermato, spiegando che proprio per questo continuava a fumare o bere e non aveva mai pensato seriamente di prepararsi a un parto.

Riguardo ai momenti delle nascite, la donna ha raccontato di aver vissuto entrambi i parti in modo improvviso e confuso. Del primo ha detto di ricordare poco: “Ho sentito dolore alla schiena e alla pancia, poi mi sono trovata questo bimbo tra le mani. Mi sono accorta che non respirava e ho fatto quello che pensavo fosse giusto: seppellirlo”.

Anche per il secondo parto, avvenuto nell’agosto 2024, sostiene di non aver compreso subito cosa stesse accadendo: “Pensavo di avere il ciclo. Poi mi sono trovata tra le mani questa creatura. Dopo aver tagliato il cordone sono svenuta. Quando mi sono svegliata il bambino non respirava più”.

Terminato il suo intervento, in aula è iniziata la requisitoria della Procura. Il processo si avvia ora verso la fase conclusiva.

fonte: fanpage

credito foto: fanpage

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