Al Diego Armando Maradona, davanti a un pubblico sold out, va in scena Napoli-Chelsea, una notte che doveva essere di speranza e che invece diventa l’epilogo del cammino europeo degli azzurri. Finisce 2-3 per la squadra londinese, e con questo risultato il Napoli dice addio alla Champions League: niente playoff, niente sorpasso sull’Atletico, fine della league phase. Un’eliminazione che fa male, anche perché arriva dopo una prestazione maiuscola, probabilmente la migliore del Napoli in Europa quest’anno.
A differenza delle ultime uscite, stavolta il Napoli ci ha messo tutto. Intensità, cuore, qualità, orgoglio. Ed è proprio in una notte così che esplode definitivamente Antonio Vergara. Sulla fascia destra gioca una partita spettacolare, totale: salta l’uomo, crea superiorità, ripiega, corre, combatte. Offensivamente devastante, difensivamente generosissimo. Una prestazione da giocatore vero, da palcoscenico europeo. Strepitoso, senza esagerazioni.
La partita è viva fin dai primi minuti, con continui ribaltamenti di fronte. Napoli e Chelsea si affrontano a viso aperto, ma a passare in vantaggio sono gli inglesi. Su una punizione battuta da Reece James, Juan Jesus in barriera colpisce il pallone con il braccio: rigore inevitabile. Dal dischetto va Enzo Fernández, uno che ha già vinto tutto a livello internazionale. Calcia forte e angolato alla destra di Meret, che intuisce ma non può arrivarci. 1-0 Chelsea.
Il Napoli però non si scompone, reagisce subito e trova il pareggio con una giocata che accende lo stadio. Olivera recupera palla a centrocampo, serve Vergara sulla trequarti offensiva. Il classe azzurro punta l’uomo, salta il primo avversario, poi si trova davanti Fofana, che fino a quel momento aveva praticamente annullato Højlund. Vergara inventa una veronica, una roulette, si sposta la palla sul sinistro e la piazza sul palo opposto, battendo Sánchez. Un gol bellissimo, da talento puro. 1-1.
Il Napoli sente il momento e spinge. E poco prima dell’intervallo completa la rimonta: ancora Olivera protagonista, palla messa in mezzo, Højlund anticipa tutti e segna il gol del 2-1. Il Maradona esplode. Il Napoli va all’intervallo avanti, con la sensazione di poter davvero compiere l’impresa.
Ma il Chelsea è una squadra di fenomeni, e nel secondo tempo cambia volto. Entra Palmer, aumenta la qualità tra le linee, e soprattutto sale in cattedra João Pedro, pagato oltre 60 milioni. È lui a girare la partita. Prima si inventa un gol spettacolare: tiro da fuori area, pallone che si infila nel sette opposto, imparabile per Meret. 2-2.
Poi, con l’ingresso di Lukaku, il Chelsea trova una squadra sbilanciata e punisce il Napoli in ripartenza. Ancora João Pedro: prende palla, si fa mezzo campo da solo, entra in area e la mette alle spalle di Meret. 3-2 Chelsea. Colpo durissimo.
Il Napoli prova fino all’ultimo, spinto dal pubblico, ma non riesce più a raddrizzarla. Finisce così. Il Napoli è fuori dalla Champions League, non accederà ai playoff, e il percorso europeo si chiude qui.
Ed è un vero peccato. Perché se il Napoli esce stasera, non è per questa partita. Stasera non c’è nulla da recriminare: prestazione, atteggiamento, coraggio, tutto quello che serviva c’è stato. La Champions il Napoli l’ha persa prima, nei punti buttati contro Copenaghen, Francoforte, contro squadre nettamente inferiori.
Questa sera resta l’orgoglio, resta la crescita di Vergara, resta una squadra che ha dimostrato di poter stare a questo livello. Ma resta anche l’amarezza: il Maradona meritava un finale diverso.