Negli ultimi giorni, la striscia di Gaza è colpita dalla tempesta Byron, oltre che dai bombardamenti di Israele che rompe l’accordo di pace entrato formalmente in vigore il 10 ottobre 2025. E da Medici Senza Frontiere arrivano testimonianze terribili sulla sorte che tocca ai più piccoli.
Gli aiuti umanitari sono fortemente bloccati dall’esercito israeliano e ciò impedisce il passaggio anche di materiale termico. Tante sono le testimonianze che parlano del freddo subito dagli abitanti di Gaza. Pochi giorni fa, un bambino di due settimane è morto di ipotermia.
In un’intervista rilasciata a Fanpage, Domenico Spagnolo, psicologo di Medici Senza Frontiere, ha raccontato: “Le piogge sono state fortissime e il vento ha fatto il resto: abbiamo visto con i nostri occhi decine di tende strappate, sradicate, portate via o completamente allagate. Tende che già prima erano in condizioni critiche. Molte famiglie, che erano già state sfollate due, tre, quattro volte, hanno dovuto raccogliere le poche cose che possedevano e spostarsi ancora (…) L’acqua entra ovunque, bagna i vestiti, le coperte, i pochi beni rimasti. È una situazione che in un contesto normale sarebbe già grave, ma qui arriva dopo anni di bombardamenti, distruzioni e sfollamenti continui”.
Ha poi aggiunto: “Le malattie respiratorie stanno crescendo rapidamente, soprattutto tra i bambini. L’acqua è spesso sporca, contaminata, e questo favorisce la diffusione di malattie diarroiche e altre infezioni. La situazione umanitaria, che era già gravissima, sta peggiorando ulteriormente”.
Dall’ottobre 2023, i bambini uccisi dall’esercito israeliano nella striscia di Gaza, secondo Save The Children, sono oltre 20.000.
Fonte: Fanpage