All’apparenza conducevano vite normali. Lui lavorava come direttore di sala e chef. Lei faceva le pulizie nei condomini. Tuttavia, dietro quella facciata, secondo gli inquirenti, si nascondeva un piano criminale spietato. Emiliano Milza e Simona Hirsch diventano oggi i protagonisti di un’accusa gravissima. Gli investigatori li indicano come assassini senza scrupoli.
Martedì 13 gennaio scatta l’arresto. I carabinieri fermano il 50enne e la 59enne. Lui era il compagno di Franka Ludwig. Lei era un’amica fidata dell’uomo. La vittima, 52 anni, viene trovata morta il 2 luglio 2025. Il corpo giace lungo un sentiero nei boschi di San Godenzo. Da quel momento partono le indagini.
Gli inquirenti ricostruiscono uno scenario inquietante. Milza avrebbe ideato il piano. Hirsch avrebbe eseguito materialmente l’omicidio. L’obiettivo sarebbe stato incassare alcune polizze vita intestate a Franka Ludwig. Il valore complessivo sfiora i tre milioni di euro. Un movente economico netto. Un disegno freddo e calcolato.
Le intercettazioni cambiano tutto. Una cimice registra frasi agghiaccianti. Hirsch parla come se la vittima fosse ancora presente. Dice: “Scusa, ma ho dovuto ammazzarti”. In un’altra conversazione ammette di aver seguito gli accordi. Le parole pesano come una confessione. Gli investigatori le ritengono decisive.
Anche Milza si espone. Parlando con la madre, ignaro di essere ascoltato, accusa apertamente la complice. Dice che Simona ha ucciso Franka su sua richiesta. Poi aggiunge una frase ancora più grave. Suggerisce di eliminarla. Le prove si accumulano rapidamente.
La relazione tra Milza e Ludwig risaliva al 2016. Era una storia a distanza. Lei viveva a Berlino. Lui restava in Italia. Secondo gli atti, l’uomo avrebbe manipolato profondamente la donna. L’avrebbe convinta persino ad avere un figlio tramite fecondazione eterologa. Un legame segnato dal controllo.
Il 2 luglio arriva l’atto finale. Milza somministra alla vittima una dose massiccia di benzodiazepine. La donna perde lucidità. A quel punto entra in scena Hirsch. La porta in auto sul monte Falterona. La colpisce ripetutamente alla testa con una pietra. Poi passa sul corpo con l’auto per simulare un incidente.
Ora emergono altri sospetti. Gli investigatori valutano un possibile precedente. Riguarda la badante della madre di Milza. Anche lei aveva stipulato un’assicurazione sulla vita. Prima di morire, aveva scritto messaggi inquietanti. Parlava di pastiglie e acqua dal sapore strano. Le indagini continuano. E il quadro si fa sempre più oscuro.