Il Ministro Crosetto ha chiarito che per il mese di maggio il Governo potrebbe varare un lockdown energetico per far fronte agli esiti della guerra in Iran. Al vaglio, le prime manovre da attuare.
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Il Governo va verso il lockdown energetico per il mese di maggio. Senza una riapertura rapida dello Stretto di Hormuz il rischio è concreto. E il governo Meloni si prepara. Perché l’Italia, come ha ammesso la premier, non ha riserve di energia sufficienti. E alla domanda del Corriere della Sera sul rischio tutto si blocchi nel giro di un mese il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde con sincerità: «È ciò che si teme. Non tutto ma molto». Il primo problema sarà il gas. Per il quale è pronto un piano d’emergenza. Poi c’è il razionamento. Che potrebbe portare a nuove regole sui condizionatori d’estate e sui termosifoni d’inverno. Le altre ipotesi allo studio riguardano l’illuminazione ridotta, le targhe alterne e lo smart working.
Il piano di razionamento prevede di contenere di un grado il consumo dei condizionatori in estate o tagliare un’ora di utilizzo. In inverno anche i termosifoni dovranno andare giù di un grado. Cosa che farebbe risparmiare tra i 75 e gli 80 miliardi di metri cubi di gas. L’esecutivo riflette anche sulla proposta di smart working nel settore pubblico e, se possibile, nel privato, avanzata dai sindacati. E si riflette sull’utilizzo delle targhe alterne per i mezzi di trasporto. C’è anche l’idea di massimizzare la produzione delle centrali a carbone e l’incremento della produzione di rinnovabili. Più in là, si pensa al taglio dell’illuminazione per edifici, monumenti e luoghi pubblici. E all’inevitabile rimodulazione dell’attività industriale delle filiere energivore. Mentre la Lega torna a chiedere di riattivare l’importazione del gas russo.
Fonte: Open
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