Giornata mondiale del linfedema: al Pascale un percorso dedicato per prevenire e curare una delle complicanze più frequenti dopo i tumori

6 Marzo 2026 - 18:07

Giornata mondiale del linfedema: al Pascale un percorso dedicato per prevenire e curare una delle complicanze più frequenti dopo i tumori

Napoli, 6 marzo 2026

Non è solo una complicanza delle cure oncologiche. Per molti pazienti rappresenta una vera e propria malattia nella malattia, una seconda sfida da affrontare spesso in silenzio. In occasione della Giornata Mondiale del Linfedema, che si celebra oggi, l’attenzione si accende su una patologia ancora poco conosciuta ma capace di incidere profondamente sulla qualità della vita: il linfedema secondario in oncologia.

Si tratta di un gonfiore cronico di un arto o di una regione del corpo che può comparire dopo interventi chirurgici, radioterapia o altri trattamenti contro il cancro. Colpisce soprattutto le donne operate per tumore alla mammella, ma riguarda anche pazienti trattati per melanoma, tumori della testa e del collo e neoplasie ginecologiche e urologiche.

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Nonostante i progressi della chirurgia mini-invasiva e delle terapie oncologiche sempre più personalizzate, il linfedema resta una complicanza frequente. E spesso sottovalutata. Il rischio è che venga considerato un effetto collaterale inevitabile, quando invece può essere intercettato precocemente e trattato con successo. Nelle fasi iniziali, addirittura, può regredire completamente.

Il messaggio della giornata è chiaro: informazione e diagnosi precoce fanno la differenza. Riconoscere i primi segnali, senso di pesantezza, tensione o gonfiore nella zona trattata per la neoplasia, significa intervenire in tempo ed evitare l’aggravarsi della condizione.

Un impegno concreto arriva dal P.O. Ascalesi dell’Istituto dei tumori di Napoli, dove la Struttura Complessa di Medicina Riabilitativa, diretta dalla dottoressa Monica Pinto, offre ai pazienti oncologici un percorso dedicato secondo le linee di indirizzo nazionali.

<Il trattamento che effettuiamo – spiega Monica Pinto – si basa sulla Terapia Decongestiva Complessa (CDT), considerata il gold standard nella cura del linfedema. Un approccio integrato che unisce linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato ed esercizio terapeutico mirato. Il percorso prevede una fase intensiva ambulatoriale nella palestra riabilitativa del presidio, accessibile con impegnativa del medico di medicina generale, seguita da una fase di mantenimento domiciliare: i pazienti vengono formati per diventare protagonisti attivi della propria cura e preservare nel tempo i risultati ottenuti>.


La Giornata Mondiale del Linfedema non è dedicata soltanto alla patologia, ma soprattutto alle persone. Il nastro azzurro ne è il simbolo: un invito a non ignorare i segnali del corpo e a chiedere aiuto senza esitazione.

<Perché il linfedema non deve essere una condanna silenziosa – continua la specialista –  Con consapevolezza, diagnosi precoce e riabilitazione specialistica, può diventare una condizione gestibile. E restituire ai pazienti non solo benessere fisico, ma anche fiducia nel proprio percorso di cura>.

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