Svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, morte lo scorso dicembre a Pietracatella per avvelenamento da ricina. Gli inquirenti della Procura di Larino sembrano aver abbandonato l’ipotesi della tragica fatalità: il movente del delitto sarebbe da ricercare in profondi attriti familiari rimasti finora sommersi. In particolare, l’attenzione degli investigatori si sta concentrando su una serie di incongruenze emerse nelle deposizioni raccolte finora.
Secondo il quadro investigativo, la sostanza letale sarebbe stata prodotta artigianalmente dai semi della pianta di ricino e somministrata durante la cena del 23 dicembre. Mentre il marito, Gianni Di Vita, sostiene l’assenza di tensioni tra i parenti, la testimonianza del fratello di quest’ultimo, Antonio, avrebbe aperto nuovi scenari sui reali rapporti interni alla famiglia. Infatti, la Squadra Mobile sta analizzando con estrema cura i dispositivi elettronici sequestrati il 4 maggio nella villetta di via Risorgimento, cercando tracce di ricerche web o messaggi compromettenti.
Tuttavia, il personaggio chiave di questa fase è Laura Di Vita, cugina di Gianni e insegnante di sostegno, che attualmente ospita il vedovo e la figlia superstite, Alice. La donna verrà ascoltata per la quarta volta all’inizio della prossima settimana alla presenza della procuratrice Elvira Antonelli. Di conseguenza, gli inquirenti intendono contestarle alcune “omissioni su episodi significativi” e contraddizioni emerse dal confronto con altre testimonianze.
Inoltre, l’inchiesta procede su due binari paralleli:
• Omicidio volontario contro ignoti: per chi ha preparato e somministrato il veleno.
• Omicidio colposo per 5 medici del Cardarelli: accusati di negligenza per aver dimesso le due vittime senza diagnosticare i sintomi dell’avvelenamento confermati dal Centro antiveleni di Pavia.
In conclusione, la villetta di Pietracatella resta sotto sequestro mentre si attende l’esito della copia forense del cellulare della figlia maggiore, Alice (assente alla cena fatale), che potrebbe contenere elementi decisivi per ricostruire il clima familiare prima della tragedia.
fonte: fanpage.it