Furto alla Fondazione Magnani Rocca: rubati capolavori di Renoir, Cézanne e Matisse

30 Marzo 2026 - 8:46

Furto alla Fondazione Magnani Rocca: rubati capolavori di Renoir, Cézanne e Matisse

Alla Fondazione “Magnani Rocca” di Traversetolo, nel Parmense, sono stati rubati tre dipinti di enorme valore. Il furto riguarda il dipinto “Les Poissons” di Pierre-Auguste Renoir, la “Natura morta con

ciliegie” di Paul Cézanne, dipinta nel 1890 e “Odalisca sulla terrazza”, acquatinta su carta del 1922 di Henri Matisse. L’opera di Renoir rubata rappresenta una delle rare testimonianze dell’autore visibili in una

collezione permanente in Italia e incarna perfettamente la fase finale della carriera di Renoir, uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo. Questo periodo è noto ai critici come “periodo di Cagnes-sur-Mer”,

dal nome della località della Costa Azzurra dove l’artista trascorse gli ultimi anni della sua vita. Fu un’epoca segnata dalle sofferenze causate dall’artrite deformante, che lo costrinse a dipingere con i pennelli

legati alle mani. Nonostante le difficoltà fisiche, Renoir continuò a ricercare nuove sfide stilistiche, approdando a una “nuova classicità” fatta di volumi solidi e colori caldi: “Les Poissons” ne è il risultato

perfetto, in cui l’autore trasforma una semplice natura morta in un’esplosione di luce. Anche l’opera di Cézanne “Natura morta con ciliegie” è custodita nella Fondazione parmense dalla sua nascita nel

1990 ed era parte della collezione di Luigi Magnani. È considerata una delle rarissime opere dell’artista francese conservate in Italia ed è uno dei dipinti cardine dell’artista in quanto mostra il suo studio sulle forme

attraverso il colore, fondamentale per il post-impressionismo. Rubata infine anche “Odalisca sulla terrazza” di Henri Matisse. L’opera fa parte della celebre serie di oltre 50 tele dedicate al tema delle odalische,

concepite durante il suo ritiro a Nizza e raffigura scene intimiste ambientate in uno studio trasformato in un esotico harem. Il dipinto si distingue per un uso audace del colore, con contrasti tra rossi, blu e verdi,

e per la predominanza dell’arabesco decorativo che avvolge la figura femminile. I ladri avrebbero agito “con una tempistica inferiore ai tre minuti in modo non estemporaneo, bensì nell’ambito di un

contesto strutturato e organizzato”. Così la Fondazione Magnani Rocca, interpellata, limitandosi a una breve nota per “le perentorie prescrizioni imposte dagli investigatori”. Si parla di “evidente

suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei

carabinieri e dell’istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività” – ha fatto sapere la Fondazione. Secondo quanto emerso i ladri hanno rubato e abbandonato un quarto

quadro all’interno dell’edificio. Evidentemente messi alle strette dall’attivazione del sistema d’allarme, hanno dovuto lasciare uno dei dipinti che volevano asportare. Sono in corso indagini  da parte dei carabinieri di Parma unitamente al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Fonte TGcom24.