Il ministro dell’istruzione greco ha annunciato l’esclusione di oltre 300.000 studenti fuoricorso dagli elenchi studenteschi. La riforma colpisce quelle studentesse e quegli studenti immatricolatisi prima del 2017.
Di fatto, si tratta di quasi la metà della popolazione universitaria totale.
La decisione arriva per individuare con maggiore precisione il numero di studenti attivi e definire, in modo più puntuale, programmi e risorse necessarie a livello universitario. Il numero molto elevato di studenti fuori corso, in Grecia, dipendeva dalla pratica dell’apprendimento permanente: una serie di agevolazioni permetteva agli studenti di restare immatricolati anche in caso di lunghe pause per motivi particolari, ad esempio per lavoro.
Il vice ministro dell’Istruzione Nikos Papaioannou ha dichiarato: “Questo è un prerequisito per migliorare la qualità accademica, le attività quotidiane e i criteri utilizzati per valutare le università greche nelle classifiche internazionali“.
Ma non tutti sono d’accordo. Molti protagonisti del mondo universitario sostengono che la riforma rischia di svantaggiare gli studenti economicamente più deboli o in situazioni di difficoltà.
Fonte: IlPost