Fondi agli sfollati di Niscemi, in arrivo fino a 900 euro mensili

28 Gennaio 2026 - 8:36

Fondi agli sfollati di Niscemi, in arrivo fino a 900 euro mensili

Sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia per gli sfollati della frana di Niscemi, Caltanissetta. Più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per

un anno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno,

ne ha dato comunicazione ai capigruppo. Secondo l’Ansa, la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.

Dopo il sopralluogo aereo nelle zone colpite dalla frana a Niscemi, la situazione appare ancora più drammatica. Il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano che ha sorvolato il territorio insieme al

presidente della regione siciliana, Renato Schifani, ha sentenziato: “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”. Tecnicamente il problema è dato dall’angolo di resistenza. Nella letteratura scientifica, “i terreni

sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi” – spiega Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, la Società italiana di geologia ambientale. Attualmente la parete terrosa

alla cui sommità c’è una striscia di case in bilico sul precipizio, “presenta un angolo di 85 gradi e questo significa che la frana è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio.

L’angolo della parete non può resistere all’attuale inclinazione”. La frana, che resta ancora attiva, ha reso inagibili decine di immobili, imponendo la creazione di una zona rossa che arriva a 150 metri dall’inizio

della “nicchia di distacco”, cioè dalla zona asfaltata non crollata. “La situazione è particolarmente complessa – ha aggiunto Ciciliano – dopo un primo sopralluogo bisogna essere onesti: anche le case integre

sull’orlo della frana non potranno più essere popolate. Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva”. Fonte Tgcom24.