Le telecamere di sorveglianza dell’ospedale Santo Stefano di Prato registrano una scena concitata durante la domenica pomeriggio. Successivamente, la Procura acquisisce il filmato per chiarire i fatti. Il video mostra infatti la fuga disperata di un ventiduenne marocchino con le manette ai polsi. All’improvviso, un agente della Polizia penitenziaria spara tre colpi di pistola. Di conseguenza, un proiettile colpisce il giovane alla coscia. Fortunatamente, il ragazzo non rischia la vita.
Innanzitutto, l’azione comincia all’interno della camera calda, ovvero la zona riservata alle ambulanze. Il giovane entra di corsa mentre cerca disperatamente una via di fuga. Subito dopo, due agenti della Polizia penitenziaria inseguono il ragazzo per fermarlo. Uno degli agenti corre a mani nude. Al contrario, il secondo poliziotto impugna la pistola di ordinanza.
Nel frattempo, il ragazzo corre velocemente tra gli spazi delle ambulanze. Il fuggitivo cerca infatti un varco utile e si nasconde per alcuni istanti dietro un veicolo. Tuttavia, la corsa prosegue avanti e indietro all’interno della stanza chiusa. Infine, l’agente armato esplode tre colpi contro il giovane. Uno dei proiettili ferisce quindi il ragazzo alla gamba e blocca definitivamente la sua fuga.
A questo punto, la Procura di Prato accusa l’agente di tentato omicidio proprio grazie alle immagini. Il procuratore Luca Tescaroli spiega infatti che i filmati mostrano l’esatta dinamica dei fatti. Secondo i magistrati, i poliziotti inseguivano il ragazzo mentre correva ammanettato in un ambiente chiuso senza vie d’uscita. Pertanto, la magistratura sottolinea l’assenza totale di una causa di giustificazione per gli spari esplosi.
Poco prima, le forze dell’ordine arrestano il ventiduenne vicino al carcere della Dogaia insieme ad altri due complici. Il gruppo tenta infatti di introdurre illegalmente droga e telefoni cellulari nella struttura. Il ragazzo lancia oltre il muro diversi pacchi con circa seicento grammi di hashish e due telefoni. Durante l’arresto, il giovane riporta alcune ferite, quindi gli agenti lo accompagnano al pronto soccorso per le cure mediche.
Tuttavia, il giovane afferra improvvisamente un estintore dentro l’ospedale e crea grande agitazione tra sanitari e pazienti. Parallelamente, il sindacato di polizia Sappe sostiene che il ragazzo aggredisce violentemente i due agenti. Il segretario Francesco Oliviero riferisce infatti che il giovane spruzza l’estintore contro i poliziotti. Così, un agente riporta una frattura alla mano con trenta giorni di prognosi, mentre l’altro riporta ferite guaribili in dieci giorni.
Nel frattempo, il pubblico ministero interroga l’agente indagato, in servizio da circa diciotto mesi. Il suo difensore, l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, esprime piena fiducia nella magistratura ma sostiene la presenza di una causa di giustificazione. Inoltre, il legale chiede l’applicazione delle nuove norme del decreto sicurezza. Questa norma prevede infatti una procedura preliminare specifica per gli agenti in servizio.
Infine, il vicepremier Matteo Salvini interviene pubblicamente sulla vicenda ed esprime totale sostegno all’agente di Prato. Il ministro respinge con forza l’accusa di tentato omicidio. Salvini dichiara infatti che il poliziotto ha svolto semplicemente il proprio lavoro, ha fermato un pericoloso delinquente e ha protetto con coraggio la sicurezza di decine di cittadini perbene.
Fonte: Fanpage