Nuovi sviluppi nel giallo della morte di madre e figlia a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte avvelenate con la ricina nello scorso dicembre, è negli uffici della questura da oltre tre ore. Secondo indiscrezioni è stato effettuato un confronto tra l’uomo e una donna sua amica. Sono presenti la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e il capo della Squadra Mobile Marco Graziano.
Già il 19 agosto si era aggiunto un tassello importante all’inchiesta. Da Berlino sono arrivati i primi esiti degli esami del sangue effettuati su Gianni Di Vita e sulla sorella di Sara, Alice, dopo i prelievi effettuati lo scorso primo luglio. Secondo quanto comunicato agli inquirenti dagli esperti tedeschi del Robert Koch Institute, nei campioni non sono emerse, al momento, evidenze di un’esposizione alla ricina. Agli esperti tedeschi la Procura di Larino aveva chiesto di verificare la presenza di anticorpi e dunque di accertare una eventuale esposizione al veleno.
Nelle ore successive al Natale scorso, quando le condizioni di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi precipitarono in poche ore fino alla morte, Gianni Di Vita si era sentito male ed era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma, circostanza che aveva fatto ipotizzare un possibile avvelenamento anche per l’ex sindaco.
Fonte: TgCom 24