Ex Ilva, confermato lo stop agli altiforni: oltre 4 mila lavoratori a rischio

5 Ottobre 2026 - 14:51

Ex Ilva, confermato lo stop agli altiforni: oltre 4 mila lavoratori a rischio

La Corte d’Appello di Milano ha confermato lo stop agli altiforni dell’ex Ilva. La decisione riaccende la preoccupazione tra i lavoratori, con oltre 4 mila dipendenti indicati dai sindacati come potenzialmente coinvolti.

Il 5 ottobre i giudici milanesi hanno respinto il ricorso presentato da Acciaierie d’Italia e Ilva spa, confermando quindi il provvedimento che prevede lo spegnimento degli altiforni nel corso del mese.

Sulla vicenda dovrà ora pronunciarsi la Cassazione, con l’udienza fissata per il prossimo 20 ottobre. Nel frattempo, il governo ha già prospettato ai sindacati uno scenario difficile per l’impianto e per l’occupazione.

Tra i lavoratori prevalgono rabbia e paura. Enzo Mercurio, referente del sindacato Usb, ha raccontato a Fanpage.it le preoccupazioni presenti tra gli operai, sottolineando come la decisione possa avere conseguenze sull’intero sistema produttivo.

Secondo le stime dei sindacati, la cassa integrazione riguarda circa 4 mila lavoratori dell’intero gruppo, di cui circa 3.500 direttamente nello stabilimento. A questi si aggiungono gli operai delle aziende dell’indotto, una platea altrettanto ampia.

Lo spegnimento degli altiforni avrebbe conseguenze anche sulle cosiddette aree a freddo, poiché il ciclo produttivo dello stabilimento è integrato. I lavoratori chiedono quindi garanzie sia sul piano occupazionale sia sulle condizioni future dell’impianto.

Nelle ultime settimane sono state inoltre segnalate preoccupazioni legate alla sicurezza e alla salute. Un incidente avvenuto il 3 ottobre nell’Acciaieria 2 non ha provocato feriti, ma secondo i sindacati rappresenterebbe un ulteriore segnale delle difficoltà nella manutenzione.

La questione sanitaria resta al centro della vertenza. La precedente pronuncia della Corte d’Appello aveva collegato lo stop degli altiforni alla necessità di tutelare il diritto alla salute rispetto alle emissioni inquinanti dello stabilimento.

Il prossimo passaggio sarà quindi quello davanti alla Cassazione, mentre lavoratori e sindacati attendono indicazioni concrete sul futuro occupazionale.

Fonte: Fanpage.it

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