Evasione shock: killer in fuga dopo il permesso premio

16 Febbraio 2026 - 13:22

Evasione shock: killer in fuga dopo il permesso premio

Le forze dell’ordine avanzano un’ipotesi precisa. Alba Leonara Sevillano Zambrano ha approfittato di un permesso per scappare. La polizia sta indagando attivamente su questa pista. La donna ha 42 anni. Attualmente, scontava una condanna nel carcere di Bollate per omicidio. La vittima era la sua vicina di casa, Franca Monfrino. La cittadina ecuadoriana risulta ufficialmente scomparsa. L’orario critico risale alle 23 di sabato 15 febbraio 2026. Da quel momento, nessuno ha più notizie di lei.

Immediatamente, gli agenti hanno avviato vaste ricerche. Setacciano tutto il territorio lombardo senza sosta. Inoltre, estendono i controlli all’intero Paese. Le autorità vogliono trovarla il prima possibile. La caccia all’uomo coinvolge diverse forze di polizia. L’allarme resta molto alto. Ogni indizio potrebbe rivelarsi fondamentale per la cattura. Per questo motivo, l’attenzione degli investigatori è massima.

In precedenza, la detenuta usufruiva di permessi premio. I giudici glieli avevano concessi nel 2023. Infatti, usciva regolarmente dalla casa di reclusione. Sabato sera, però, la situazione è cambiata drasticamente. Lei non è più rientrata in cella. Di conseguenza, sono partite le procedure di ricerca. Il suo fine pena è previsto per il 2032. Quindi, la donna doveva scontare ancora diversi anni.

Intanto, il sindacato Sappe commenta duramente l’accaduto. Il vicesegretario regionale per la Lombardia parla chiaro. Egli definisce la fuga un evento gravissimo. Inoltre, lo giudica un atto totalmente irresponsabile. Pertanto, il sindacato avanza richieste precise alle istituzioni. Chiede urgentemente più agenti di polizia penitenziaria. Solo così si potranno aumentare i controlli necessari.

La condanna riguarda un crimine molto violento. Zambrano ha ucciso l’anziana vicina di casa anni fa. La vittima si chiamava Franca Monfrini. La signora aveva 81 anni al momento della morte. L’omicidio è avvenuto nell’ottobre del 2011 in via Borsa. Le due donne si conoscevano bene. All’epoca, infatti, la 42enne era fidanzata con il figlio dei vicini. In quel periodo, l’assassina aveva 27 anni ed era incinta.

La dinamica del delitto nasce da un tentativo di furto. La giovane aveva aiutato l’anziana a portare i sacchetti della spesa. Una volta in casa, la Monfrini si è seduta al computer. L’assassina ha approfittato subito di quella distrazione. Ha iniziato a mettere le mani nella sacca dell’anziana. Tuttavia, la pensionata l’ha scoperta. L’81enne ha minacciato la ragazza di rivelare tutto al fidanzato.

A quel punto, la 27enne ha reagito con brutalità. Ha preso un foulard. Poi, ha strangolato l’anziana. Successivamente, ha usato un cuscino contro il suo viso. Glielo ha premuto finché la donna è morta. Dopo il delitto, l’omicida è scappata velocemente. Prima di fuggire, però, ha rubato il bancomat della pensionata. Credeva di farla franca, ma ha lasciato tracce evidenti.

Gli agenti della squadra mobile hanno lavorato con rapidità. Hanno individuato la donna grazie ai movimenti bancari. Infatti, lei aveva effettuato alcuni prelievi per duemila euro. Appena l’hanno fermata, l’hanno perquisita. Nella sua borsa hanno trovato le prove schiaccianti. C’erano il bancomat e le chiavi di casa della vittima. Infine, lei ha confessato il delitto ed è stata arrestata.
Fonte: Fanpage