La tensione in Medio Oriente continua a crescere mentre si intensifica il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo le ultime notizie del 28 marzo, Washington ha annunciato il dispiegamento di circa 3.500 Marines e forze anfibie nella regione, mentre il Pentagono starebbe valutando l’invio di ulteriori 10.000 soldati per rafforzare la presenza militare.
Nelle ultime ore, un attacco missilistico iraniano ha colpito la base aerea americana di Prince Sultan, in Arabia Saudita, causando il ferimento di decine di militari statunitensi. L’episodio rappresenta una grave escalation diretta tra Teheran e Washington. Parallelamente, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato nuovi raid contro “obiettivi del regime” iraniano, con esplosioni segnalate anche nella capitale Teheran.
A complicare ulteriormente lo scenario, i ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato il loro primo attacco missilistico contro Israele, segnando il loro ingresso diretto nel conflitto. Nel frattempo, in Libano, tre giornalisti sono stati uccisi in un raid israeliano che ha colpito la loro auto, suscitando forti reazioni internazionali.
Sul piano diplomatico, la Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Iran per garantire il passaggio attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale di petrolio. Negli Stati Uniti, intanto, si registrano oltre 3.100 manifestazioni contro la guerra, mentre esponenti politici come il segretario di Stato sottolineano che il conflitto potrebbe protrarsi ancora per settimane.
La situazione resta estremamente volatile, con il rischio concreto di un allargamento regionale del conflitto.
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