Errore nell’impianto di un embrione a Napoli: nata una bambina biologicamente non figlia della coppia

13 Agosto 2026 - 21:44

Errore nell’impianto di un embrione a Napoli: nata una bambina biologicamente non figlia della coppia

Una coppia di Napoli ha scoperto, dopo la nascita della seconda figlia, che la bambina non era biologicamente figlia dei due genitori. La vicenda riguarda una procedura di fecondazione assistita effettuata presso l’ospedale San Paolo di Napoli e ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura.

La coppia, composta da un uomo di 41 anni e una donna di 36, si era rivolta alla struttura ospedaliera per sottoporsi alla fecondazione in vitro. I due avevano cinque embrioni congelati e avevano scelto di utilizzarne uno per cercare di avere un secondo figlio. La bambina è nata il 3 giugno 2025.

I primi dubbi sono emersi quando ai genitori è stato comunicato il gruppo sanguigno della neonata, risultato incompatibile con quello della madre e del padre. Gli ulteriori accertamenti, compreso il test del Dna, hanno confermato che la bambina non era biologicamente figlia della coppia.

L’errore nell’impianto e l’inchiesta

Dopo la scoperta, nel luglio 2025 i genitori hanno presentato una denuncia alla Procura di Napoli. La vicenda ha portato all’apertura di un fascicolo per lesioni colpose e agli accertamenti dei carabinieri del Nas, coordinati dalla Procura.

L’Asl Napoli 1, che ha competenza sull’ospedale San Paolo, ha precisato che non si sarebbe verificato uno scambio di embrioni nel senso tradizionale del termine. Secondo la ricostruzione fornita dall’azienda sanitaria, infatti, sarebbe stato commesso un errore durante la procedura di impianto, con l’embrione appartenente a un’altra coppia impiantato nella donna.

L’Asl si è dichiarata parte lesa nella vicenda. Gli accertamenti dovranno chiarire come sia stato possibile commettere l’errore e quali siano le eventuali responsabilità.

La coppia: «Intendiamo crescere la bambina»

I genitori hanno raccontato di aver attraversato momenti di grande difficoltà dopo aver scoperto l’accaduto. In particolare, inizialmente temevano che i propri embrioni potessero essere stati impiantati in un’altra donna e che potesse quindi esistere un loro figlio biologico cresciuto da un’altra famiglia.

Secondo quanto riferito dall’uomo, però, gli accertamenti avrebbero escluso questa possibilità: i loro embrioni non sarebbero stati impiantati in un’altra donna.

La coppia ha inoltre chiarito di aver riconosciuto la bambina come propria figlia e di volerla crescere. Resta invece da chiarire l’origine dell’errore e quali conseguenze abbia avuto sulla famiglia.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della coppia, ha parlato di un possibile danno psicologico che dovrà essere valutato e quantificato.

Le indagini proseguono presso il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo, nella zona di Fuorigrotta, per ricostruire tutte le fasi della procedura e accertare eventuali responsabilità.

Fonte: ANSA.

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