Entro giugno la nuova legge: potrai chiedere lo stipendio dei tuoi colleghi

13 Gennaio 2026 - 19:39

Entro giugno la nuova legge: potrai chiedere lo stipendio dei tuoi colleghi

Tra meno di cinque mesi cambia tutto. In Italia entra un nuovo diritto. Ogni lavoratore potrà fare una domanda chiara. Potrà chiedere quanto guadagnano, in media, i colleghi. Potrà farlo per mansioni uguali o equivalenti. La legge nasce dall’Europa. Il governo deve applicarla entro il 6 giugno. Il ministero del Lavoro prepara il decreto finale.

La norma riguarda tutti. Vale per il pubblico. Vale per il privato. Nessuno resta escluso. Se emergono differenze, l’azienda deve spiegare. Deve farlo in modo formale. Deve motivare ogni scarto. Se la spiegazione non convince, si apre un confronto interno. E se serve, si va in tribunale. Tuttavia i dettagli arriveranno a breve.

Al centro c’è un articolo chiave. È l’articolo 7 della direttiva Ue. Qui nasce il meccanismo. Ogni dipendente può chiedere dati scritti. Può chiedere le retribuzioni medie. Può dividerle per ruolo. Può dividerle per sesso. Può confrontare lavori di pari valore. Finalmente.

La parola “retribuzione” pesa molto. Non indica solo lo stipendio base. Include bonus. Include benefit. Include premi. Include vantaggi accessori. Quindi il confronto diventa completo. Diventa reale. Diventa utile. Così emergono le differenze vere.

A quel punto può scattare l’allarme. Un lavoratore può scoprire di guadagnare meno. Una lavoratrice può notare un divario di genere. In questi casi l’azienda deve rispondere. Deve chiarire. Deve fornire dati precisi. Se i numeri non bastano, deve aggiungere dettagli. Sempre.

La richiesta segue un percorso preciso. Il dipendente può passare dai rappresentanti sindacali. Oppure può usare un organismo di parità. Le regole operative arriveranno dal ministero. Però una scadenza esiste già. Il datore deve rispondere entro due mesi. Sempre.

Inoltre le aziende non possono fare finta di nulla. Devono informare ogni anno. Devono spiegare il diritto. Devono dire come esercitarlo. Nessuno potrà dire: “Non lo sapevo”. La trasparenza diventa obbligo.

Resta il nodo dei tempi. Il decreto deve arrivare entro giugno. Tuttavia serviranno altri passaggi. Serviranno chiarimenti. Serviranno criteri chiari. Soprattutto per definire il “pari valore”. Ma una cosa è certa. Il diritto è scritto. E presto diventa realtà.

Fonte: Fanpage