È una giornata di urne caldissima in Israele, dove si vota per il rinnovo del Parlamento (la Knesset) in un clima di fortissima tensione politica. La sfida principale vede contrapposti il premier uscente Benjamin Netanyahu e lo sfidante Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar.
Il dato che salta subito all’occhio è l’affluenza record: le percentuali registrate fin dalle prime ore del giorno sono le più alte mai viste dal 1977, costringendo la commissione elettorale a prolungare le operazioni e ad accelerare le procedure per gestire le lunghe code ai seggi.
Non mancano le polemiche e gli scontri verbali: Netanyahu ha esortato i suoi sostenitori a correre a votare denunciando una presunta altissima partecipazione nel settore arabo, mentre l’opposizione lo accusa di essere nel panico e di seminare sospetti infondati sulla regolarità del voto. Nel frattempo, i primi exit poll sono attesi subito dopo la chiusura dei seggi, ma per il quadro definitivo bisognerà attendere i prossimi giorni.
In particolare, l’attuale premier Natanyahu ha dichiarato: “Stanno cercando di rubarci le elezioni”.
Lo sfidante Gadi Eisenkot: “Esorto tutti i cittadini di Israele ad andare a votare, a non cedere di fronte al caldo o ai disagi, e a restare concentrati sull’obiettivo: sostituire, già stasera, il peggior governo che Israele abbia mai avuto dalla sua fondazione”.
Fonte Fanpage