Fashion Law, palcoscenico ed eleganza: il successo di Arianna Petillo

15 Gennaio 2026 - 14:51

Fashion Law, palcoscenico ed eleganza: il successo di Arianna Petillo

Avvocato specializzato in Fashion Law, consulente d’immagine, conduttrice e voce radiofonica. Arianna Petillo è la dimostrazione che le etichette stanno strette a chi ha fatto della versatilità il proprio stile di vita. Da docente alla LUISS alle piazze gremite di Napoli per il Capodanno 2026, Arianna ha tracciato un percorso unico dove il diritto incontra la moda e l’immagine diventa strumento di benessere. L’abbiamo incontrata per parlare del suo percorso professionale e di come si sia giocata la sua “versatilità”.

Arianna, il tuo percorso parte da basi solidissime: Giurisprudenza, l’abilitazione forense e la docenza alla LUISS e alla Federico II. Poi, la svolta verso l’Image Consulting. Come convivono in te l’anima rigorosa dell’avvocato e quella creativa della stylist?

Credo profondamente che una persona possa avere più anime contemporaneamente. Non a caso Pirandello ha espresso questa visione in una delle sue opere più emblematiche, Uno, nessuno e centomila.

Ognuna di queste anime convive, dialoga e talvolta si scontra, ma è proprio da questa complessità che nasce l’identità.

Il mio percorso di studi e di formazione — incluso il periodo di insegnamento universitario — mi ha fornito una base solida e rigorosa. È quel rigore che mi permette di camminare con consapevolezza: di non cadere, o, se accade, di avere spalle abbastanza forti per rialzarmi. La disciplina costruisce struttura, metodo e visione.

Accanto a questa dimensione razionale, vive la mia anima più creativa, quella della stylist. Una dimensione che non considero il risultato di un apprendimento, ma una dote innata, qualcosa di profondamente intrinseco a me, presente da sempre. La creatività non si costruisce: semplicemente è.

Ed è proprio dall’equilibrio tra rigore e istinto creativo che nasce il mio modo di essere e di lavorare.

Stai approfondendo il Public Speaking perché ritieni che il linguaggio non verbale sia il biglietto da visita più importante. Qual è l’errore di comunicazione “visiva” che vedi commettere più spesso oggi?

Mi ha sempre affascinato il public speaking, tanto da spingermi ad approfondirlo come parte integrante del mio modo di concepire la consulenza d’immagine. Parlare in pubblico, infatti, non riguarda solo le parole, ma tutto ciò che le accompagna.

Credo che l’errore più diffuso nel linguaggio non verbale sia l’incoerenza: affermare qualcosa verbalmente e comunicare altro attraverso il corpo, l’atteggiamento o l’abbigliamento. Quando postura, sguardo, gesti e immagine non sono allineati al messaggio, chi ascolta percepisce una frattura. Nel processo comunicativo, infatti, il corpo, ciò che è immediatamente visibile e tangibile, arriva sempre prima delle parole.

Sei un volto e una voce sempre più presenti per i napoletani. Dalle frequenze di “La Radiazza” con Gianni Simioli fino all’emozione enorme del 31 dicembre in Piazza del Plebiscito e l’apertura del 2026 con “Sanità ta ta”. Cosa si prova a tenere il palco davanti a migliaia di persone nella tua città?

Tenere il palco, soprattutto nella mia città, è stata un’emozione senza tempo. Prima di salire avevo l’adrenalina altissima e percepivo tutte le vibrazioni del mio corpo, sia quelle positive sia quelle più contrastanti. Poi, una volta sul palco, tutto si è dissolto. È rimasta solo una sensazione di felicità e di profonda appartenenza, come se fossi esattamente nel posto giusto, come se lo avessi fatto da sempre.

Sono tante le tue passioni e le tue attività durante la giornata.Come fai a far combaciare tutto?

Bella domanda! A volte me la pongo anch’io e immagino che chi mi guarda dall’esterno possa pensare che io sia una trottola. Eppure cerco sempre di ritagliarmi momenti di profonda riflessione, in cui mi metto in discussione e mi confronto con me stessa. Credo sia fondamentale fermarsi, perdersi un attimo e parlarsi, anche se può essere doloroso: è in quei momenti che ci si conosce davvero.

Avvocato, docente, stylist, conduttrice. Cosa c’è nella “to-do list” di Arianna Petillo per il prossimo futuro?

È vero, sono tutte queste cose insieme. Oggi però non esercito più la professione di avvocato, né insegno all’università. Forse l’identità non è una linea dritta, ma piena di curve, e ad ogni curva sento il bisogno di fermarmi e concentrarmi su un nuovo obiettivo. Ma resto ferma su ciò che considero centrale: portare avanti la consulenza d’immagine. Nelle svariate versioni di me stessa, ho sempre avuto come epicentro la moda, il bello e il benessere psico-fisico. Al momento sono sicura di voler seguire questa strada, e se avrò altre doti o interessi, lo scopriremo strada facendo.

Grazie per essere stata con noi!

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