Inizialmente nessuno pensava a un crimine grave. Tutti credevano a un tragico incidente domestico oppure a un improvviso malore. Invece la realtà dei fatti era completamente diversa. Si trattava di un omicidio volontario.
La Procura di Torre Annunziata ha lavorato duramente tutta la notte. Gli investigatori hanno eseguito una serie di accertamenti molto approfonditi. Subito dopo hanno deciso di bloccare la principale sospettata.
Gli inquirenti hanno sottoposto a fermo la figlia della vittima. La donna viveva insieme alla madre nella stessa casa. La misura pre-cautelare è scattata immediatamente al termine di un lungo interrogatorio.
Durante l’interrogatorio sono emersi indizi di colpevolezza davvero molto gravi. Per questo motivo alla figlia vengono contestati reati pesantissimi. Nello specifico si parla di omicidio volontario e di tentato incendio.
Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, tutto è iniziato con un gesto sconsiderato. La figlia avrebbe tagliato di netto il tubo del gas all’interno dell’abitazione materna. Il suo obiettivo iniziale era quello di appiccare un incendio.
La fuga di gas ha generato rapidamente le fiamme. Purtroppo il fuoco ha investito in pieno la povera donna. La vittima aveva settantacinque anni ed era conosciuta da tutti con il nome di Gena.
Subito dopo l’allarme sono intervenuti i carabinieri della stazione di Gragnano. Insieme a loro sono arrivati i militari del nucleo radiomobile di Castellammare di Stabia e i vigili del fuoco. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dell’appartamento e ha preso in carico la salma.
Le indagini non sono ancora del tutto concluse. Gli inquirenti stanno proseguendo tutti gli accertamenti necessari. L’obiettivo principale adesso è definire con esattezza le condizioni psichiche della donna al momento del fatto.
Fonte: Fanpage