Si chiamava Renee Nicole Good la donna 37enne che è stata uccisa dagli agenti dell’ICE durante un raid anti-immigrazione nella città di Minneapolis, negli USA.
Secondo quanto visibile nei video girati da una testimone, la donna è in auto e viene avvicinata da un agente. Un altro agente le urla di aprire la portiera e, mentre la donna fa retromarcia lentamente, un altro agente le spara tre colpi di pistola.
Dopo poche ore, in migliaia sono scesi in piazza per protestare sia a Minneapolis, città ove è avvenuto il fatto, sia nelle altre grandi città statunitensi, tra cui New York, Los Angeles e Chicago.
Il presidente USA, Donald Trump, sul social Truth, ha scritto: “Ho appena visto il filmato dell’evento avvenuto a Minneapolis, Minnesota. È orribile da vedere. La donna che urlava era, ovviamente, un’agitatrice professionista, e la donna alla guida dell’auto era molto turbolenta, ostacolava e opponeva resistenza, e poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l’agente dell’ICE, che sembra averle sparato per legittima difesa. Il motivo per cui questi incidenti si verificano è perché la Sinistra Radicale minaccia, aggredisce e prende di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell’ordine e dell’ICE. (Questi ultimi) stanno solo cercando di fare il loro lavoro: RENDERE L’AMERICA SICURA. Dobbiamo stare al passo e proteggere i nostri agenti delle forze dell’ordine da questo movimento di violenza e odio della Sinistra Radicale!”.
Anche la portavoce del dipartimento per la sicurezza interna, Tricia McLaughlin, ha giustificato l’operato degli agenti affermando che la donna avrebbe usato il suo veicolo come arma.
L’accaduto segna solo il culmine di una serie di violenze associate all’ICE, la United States Immigration and Customs Enforcement, un’agenzia che si occupa di frontiere e immigrazione, che con il secondo mandato Trump si è resa protagonista di diversi episodi violenti nei confronti di immigrati e non.
Fonte: IlFattoQuotidiano