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Diletta Bonè Acanfora un’attrice poliedrica che vive il teatro a 360°.

di  Redazione  -  2 Dicembre 2019

Diletta Bonè Acanfora un’attrice poliedrica che vive il teatro a 360°.

 

Diletta, classe ‘88 è un’attrice – cantante laureata in Letteratura, Musica e Spettacolo, con un Master annula di alta formazione per l’insegnamento teatrale in Teatro, Pedagogia e Didattica. Attualmente frequenta il secondo anno, livello avanzato Metodi, tecniche e pratiche delle arti sceniche e insegna arti sceniche presso l’Accademia Teatron Campania/ Workinmusical diretta da Pino Insegno.

Lavora con nomi quali Tato Russo nella tournée “Cafè Chantant”, proprio dalla collaborazione con Russo deriva il cognome d’arte Bonè, come porta fortuna, in seguito a un monologo “Nina Bonè” di Scarpetta, con cui inizia la loro collaborazione artistica.

Fra gli altri lavori ricordiamo: “La trilogia della villeggiatura” di Tato Russo – regia Carmen Pommella, “Jesus Christ Superstar” regia Steve Balsamo, “Forcella Strit” regia Abel Ferrara – musiche Nino D’Angelo, “Musical Crazy Quartet” regia Pietro Pignatelli.

Da tre anni è nel cast dei musical residenti “Amalfi 839AD” e “Rebellion il musical” regia Ario Avecone, prodotti dalla Regione Campania e dalla Scabec, ente per il quale collabora assiduamente come attrice e, in collaborazione con “la chiave di Artemysia”, come organizzatrice di eventi teatrali per la rivalutazione dei siti storici e archeologici .

Nel 2017 partecipa al Premio Primo Del Musical presentando “Lincantropia” di Francesco Ranieri, nello stesso anno riceve il Premio “Naples in the World” come giovane attrice emergente.

Debutta al NTF19 in ‘Fausto Doktore’ regia Antonio Speranza. Attrice e cantante ne “L’ Inferno di Dante” e “Orfeo ed Euridice” della Tappeto Volante, nel “Sorrento Musical” del Teatro Tasso di Sorrento, colleziona collaborazioni musicali con Gabriella De Carlo (sua insegnante), Peppino di Capri, Gerry Calà; inoltre, si sperimenta come aiuto regia in “Amazzonia” della BITF (Roma) e “Gemelli si, Fratelli no” regia Ernesto Lama.

Attualmente in allestimento del Cyrano, commedia musicale di Pazzaglia e Modugno, regia Bruno Garofalo.

 

 

Domenica 24 novembr è in andato scena lo spettacolo in onore di Mia Martini. Come è stato conoscere le tante curiosità e vicende, spesso sconosciute a noi pubblico che racconterete durante lo spettacolo? Come sei riuscita a entrare nei panni di un’artista così misteriosa e singolare?

 

Domenica è andato in scena il nostro omaggio a Mia Martini. L’evento è stato pensato con la mia socia Livia Bertè, insieme gestiamo l’associazione “La chiave di Artemysia” che si occupa di eventi e rivalutazione di siti storici – archeologici. Con questo omaggio, abbiamo aperto la rassegna concerti-teatralizzati in programma presso Ambasciata di Palazzo Venezia. Abbiamo pensato di iniziare da Mia Martini, che oltre a essere una delle più grandi artiste della storia della musica italiana, è parte della famiglia di Livia e questo ci ha dato l’occasione di raccontare alcuni aneddoti di famiglia che fino ad oggi non erano conosciuti.

E’ stata una serata molto emozionante, ho avvertito forte la commozione anche nel pubblico presente e per me è stato un onore.

Mia è un’artista delicata, complessa e con una storia di grande sofferenza, ha espresso in pieno tutto il sacrificio che è dietro un lavoro come il nostro… in questo la sento vicina.

La sua era una energia pazzesca, una luce in mezzo al buio e la sua fine tanto tormentata ci fa capire quanto gli artisti dedicano la propria esistenza in maniera totale all’arte.

 

 

 

A Dicembre al Teatro Augusteo, invece, debutterai con il “Cyrano” scritto da Pazzaglia e musicato da Modugno, sottoforma di musical, dopo 40 anni quanto senti il peso della “rimessa in scena”? Parlaci del tuo ruolo.

 

Quando mi hanno proposto di partecipare alla rimessa in scena del Cyrano, non ho esitato ad accettare. Sarò in scena nel ruolo della “preziosa”, all’interno di uno spettacolo che ha il suo punto forte proprio nella coralità. Sono orgogliosa di condividere la scena con un cast di attori di notevole spessore artistico. Lo spettacolo ha il pregio di avere una scenografia splendida e i costumi originali che furono dell’allestimento di Modugno!

La regia di Bruno Garofalo e la produzione di Rosario Imparato hanno l’arduo compito di mettere in scena un genere, quello della commedia musicale, nato appunto in Italia e ad oggi, a mio avviso, a tratti trascurato per la preferenza al musical.

Lo spettacolo sarà in scena per due settimane al Teatro Augusteo nel periodo prenatalizio.

 

 

 

Hai altri progetti in cantiere per i prossimi mesi?

 

 

A gennaio sarò in scena al teatro Tram con un adattamento del Don Giovanni versione pop a cura di Gianmarco Cesario… porto avanti tanti altri progetti con la mia associazione, mi impegno nell’insegnamento teatrale, mi sento possibilista verso sempre nuove collaborazioni artistiche e non solo in ambito teatrale.