De Luca contro i No vax “se continuiamo a fare gli imbecilli l’Italia chiude”

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1 mese fa - 30 Ottobre 2021

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, non le manda di certo a dire. Ora se la prende, senza troppi giri di parole con No vax e No Green pass e avverte che, se continua così, c’è il rischio di fare, già nei prossimi mesi, un passo indietro, ovvero di tornare ai tempi bui del lockdown. «Gli irresponsabili che dicono no al vaccino (anti-Covid, ndr) e al Green pass stanno determinando una nuova ondata di contagi e quindi dobbiamo preoccuparci perché da qui ad un mese non si chiudano di nuovo le scuole, i bar, i ristoranti e le attività commerciali Se continuiamo a fare gli imbecilli, prima o poi dovremo richiudere l’Italia», ha detto da San Martino Valle Caudina (Avellino) dove il governatore si è recato per inaugurare i lavori finanziati dalla Regione a seguito dell’alluvione che il 21 dicembre 2019 interessò il comune irpino.

De Luca, quindi, fornisce i numeri dell’emergenza: «Non è finita. Oggi abbiamo 620 positivi che non vanno negli ospedali o in terapia intensiva perché la metà è vaccinata con prima o seconda dose. La situazione diventa preoccupante perché la popolazione studentesca sotto i 12 anni non è vaccinata come non lo sono ancora 15 milioni di italiani – spiega il presidente della Regione Campania – È evidente che prima o poi arriva un’altra ondata di contagi. Capisco le preoccupazioni e le paure delle famiglie per il vaccino destinati ai più giovani». Il governatore poi rivendica, in modo forte e chiaro, l’adozione di misure di contenimento della pandemia più restrittive rispetto ad altre parti d’Italia. Senza il polso fermo, infatti, «potevamo avere un’ecatombe nell’area metropolitana di Napoli, che è la più densamente popolata d’Europa e, se abbiamo reso obbligatoria la mascherina anche all’aperto, non lo abbiamo fatto per divertirci: abbiamo la più alta densità abitativa d’Italia e dunque dobbiamo essere più prudenti di altri». Infine De Luca ha ricordato che le prossime settimane saranno importanti, decisive: «Dovremo completare la terza dose per il personale sanitario e quello scolastico, per i quali la soglia di protezione vaccinale si sta abbassando e al tempo stesso dovremo fronteggiare l’emergenza dell’influenza stagionale».

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