Da calzolaio a un gruppo da 1,5 miliardi di euro: stasera la prima di “La Concretezza dei Sogni”, il docufilm su Giovanni Marigliano

29 Giugno 2026 - 18:04

Da calzolaio a un gruppo da 1,5 miliardi di euro: stasera la prima di “La Concretezza dei Sogni”, il docufilm su Giovanni Marigliano

Questa sera nella Grande Sala Da Vinci di Casoria la première del docufilm dedicato al fondatore del Gruppo Megawatt: dalle origini nel centro storico di Napoli alla guida di 15 aziende, con la regia di Luca Salmaso


Una platea
di top client storici è attesa questa sera, 29 giugno, nella Grande Sala Da Vinci — l’auditorium interno alla sede del Gruppo Megawatt a Casoria — per la première del docufilm “Giovanni Marigliano | La Concretezza dei Sogni”, dedicato alla storia del fondatore e presidente del gruppo. Sul palco, davanti a una sala che si apre su una vista panoramica sul golfo di Napoli e sul Vesuvio, l’imprenditore racconterà in prima persona le tappe di un percorso che lo ha portato dal centro storico della città a capo di uno dei gruppi più solidi del settore elettrico e impiantistico nazionale ed Europeo.

“Tutto è possibile, se fatto con passione”: è la frase scelta da Marigliano per accompagnare la propria immagine, e che si preannuncia come il filo conduttore del racconto. Una sintesi che richiama un percorso fatto di responsabilità precoci e di scelte mai scontate.

C’è un’immagine, in particolare, che secondo chi ha avuto modo di confrontarsi con l’imprenditore negli ultimi mesi attraversa tutto il docufilm, quella di un bambino che, nei vicoli del centro storico di Napoli, osservava gli adulti del proprio quartiere, uomini di quarant’anni già consumati dalla fatica e dalla povertà, e si chiedeva se quello sarebbe stato anche il suo destino, e quello dei figli che un giorno avrebbe avuto. Da quella domanda, più che da un piano industriale, sembra essere nata la spinta di un’intera vita.

Le origini: undici persone in trenta metri quadri

Primogenito di nove figli, Marigliano è nato e cresciuto nel centro storico di Napoli, in un’abitazione di trenta metri quadri condivisa da undici persone, senza acqua corrente né servizi igienici. A soli sette anni, mentre i coetanei frequentavano la scuola elementare, ha iniziato a lavorare come calzolaio, dimostrando in breve tempo un’abilità tale da essere considerato un maestro del mestiere. A otto anni il suo guadagno mensile, duemila lire, aveva già superato quello del padre, fermo a milleottocento, un dettaglio che lo stesso Marigliano ricorda spesso nelle proprie testimonianze pubbliche, definendosi “il primo contribuente della famiglia”.

È in quegli anni che, secondo il racconto dell’imprenditore, è maturata la spinta che lo ha guidato per tutta la vita,l’osservazione degli adulti del proprio quartiere, spesso consumati da una vita di stenti, e la decisione di non voler ripetere quello schema per sé né per la propria futura famiglia. C’è un episodio, in particolare, che Marigliano racconta come la prima vera intuizione imprenditoriale della sua vita, a sette anni una zia gli regalò una bicicletta, e mentre qualsiasi altro bambino della sua età l’avrebbe usata per giocare, lui scelse di noleggiarla ai coetanei del quartiere per qualche soldo. Con i primi guadagni accumulati comprò una seconda bicicletta, poi una terza, costruendo nei vicoli del centro storico quello che oggi si definirebbe un piccolo servizio di noleggio.

Il primo obiettivo concreto, fatto di lavoro e di intuizione commerciale ancora prima dell’adolescenza, è stato poi l’acquisto di una casa propria, anziché vivere in affitto, un passaggio che Marigliano individua come la base da cui tutto il resto si è potuto costruire.

Dal negozio di materiale elettrico al Gruppo Megawatt

Marigliano ha fondato l’attività che sarebbe diventata Megawatt nel dicembre 1980, partendo da un piccolo negozio di materiale elettrico a servizio delle imprese locali durante il boom edilizio campano. Da quel nucleo iniziale è nato un gruppo che oggi comprende 15 aziende — tra cui Megawatt SpA, Elettrocampania, Cameg, Electra, Elettrolazio, Acmei, Medel, Asso Sicurezza, EDIF, Alfieri, CET, Barcella Elettroforniture, Elettrica, Energia Italia e Verrocchio — per un fatturato consolidato che ha superato 1,5 miliardi di euro, con circa 3.500 collaboratori e, come Marigliano stesso ricorda spesso, senza un solo centesimo di capitale esterno. Solo la controllante Megawatt SpA ha chiuso il bilancio 2023 con un fatturato di circa 179 milioni di euro.

Nonostante le dimensioni raggiunte, Marigliano continua a definire la propria gestione “low profile, un’azienda a conduzione familiare, con un’attenzione ai conti che lo stesso fondatore considera una delle chiavi della solidità del gruppo. Pur avendo raggiunto, per sua stessa ammissione, una condizione che gli avrebbe permesso di vivere di rendita già a partire dai trent’anni, non si è mai fermato. Cinquantacinque anni di matrimonio con Maria, dopo sei di fidanzamento, e ancora oggi i due varcano insieme ogni mattina il cancello dell’azienda che hanno costruito da zero,un’abitudine che, a sentire chi li conosce, non ha più nulla a che fare con la necessità, e tutto con la fedeltà a un modo di intendere il lavoro e la vita insieme.

Il legame con il territorio non si è mai limitato agli affari. Nell’aprile 2020, nel pieno dell’emergenza Covid, la famiglia Marigliano organizzò in coordinamento con il Comune di Casoria e dieci parrocchie locali una distribuzione di mille pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà, accogliendo i beneficiari direttamente nei piazzali della sede aziendale. A guidare l’iniziativa fu allora Luca Marigliano, lo stesso figlio che insieme a Domenico, che rappresentano la seconda generazione, oggi affiancano il padre nella conduzione del gruppo.

Lo stesso periodo racconta anche una scelta che riguarda direttamente i collaboratori del gruppo. Nei mesi più duri della pandemia, mentre molte aziende italiane facevano ricorso alla cassa integrazione e agli altri ammortizzatori sociali messi a disposizione dal governo, Marigliano decise di non farne uso, a tutti i dipendenti del gruppo fu garantito lo stipendio integrale, senza alcuna riduzione. Una scelta che lo stesso fondatore ha sempre motivato con la considerazione dei propri collaboratori come parte della famiglia, da tutelare con la stessa priorità riservata ai figli.

Un progetto corale, tra famiglia e comunicazione

Il docufilm “Giovanni Marigliano | La Concretezza dei Sogni” nasce da una collaborazione tra il Gruppo Marigliano e Officina della Comunicazione. Il progetto porta la firma di Elisabetta Sola, autrice del soggetto, e la regia di Luca Salmaso, con la fotografia di Bruno Vinciguerra e il montaggio di Angela Ferreri.

Marigliano, oggi anche bisnonno, è padre di tre figli,Antonio, Domenico e Luca, e nonno di sei nipoti, quattro dei quali già coinvolti come terza generazione in alcune realtà del gruppo. Tra le frasi che ricorrono più spesso nelle sue testimonianze pubbliche, una in particolare sintetizza la sua visione del percorso imprenditoriale e personale: “Si deve vergognare chi nasce in un castello e muore in una baracca. Ma chi nasce in una baracca e muore in un castello, non deve avere alcuna vergogna.”

La première di questa sera non è la prima occasione in cui il docufilm viene proiettato, Marigliano ha infatti ritenuto opportuno organizzare un primo appuntamento riservato ai collaboratori del gruppo, che lo stesso ritiene parte importante dell’azienda e della famiglia, prima di condividerlo con clienti e partner esterni. La serata di oggi è stata pensata in particolare per i clienti, una scelta non casuale, spiegata dallo stesso fondatore come un modo per riconoscere il ruolo che proprio i clienti hanno avuto nel percorso che ha portato Megawatt dove è oggi. Un secondo appuntamento, il prossimo 20 luglio, sarà invece riservato ai fornitori storici del gruppo. Il docufilm sarà inoltre diffuso nei prossimi giorni anche sulle piattaforme digitali del Gruppo Megawatt. La serata di questa sera, davanti a una platea ristretta di clienti, si concluderà con un brindisi e un momento di networking tra i presenti, alla presenza di numerosi protagonisti del settore impiantistico ed energetico nazionale.

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