Cristina Moglia recita su un set da respiro internazionale. L’Intervista

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1 mese fa - 17 Dicembre 2021

Nuovo lavoro cinematografico per Cristina Moglia. L’attrice è, infatti, tra i protagonisti di Christmas Witch –
La Buona Strega di Natale, film dove recita al fianco di William Baldwin e Tom Arnold, due vere e proprie
star internazionali. Un’esperienza, diretta dal regista italiano Francesco Cinquemani, che ha emozionato
tantissimo Cristina, anche perché ha potuto cimentarsi in un ruolo da “commedia all’americana”, come ha
sempre desiderato.
Cristina, sei tra i protagonisti di Christmas Witch – La Buona Strega di Natale. Parlaci un po’ di questo
nuovo lavoro.
“E’ un film che ho finito di girare lo scorso marzo. Mi ha entusiasmato tantissimo poterlo fare. Non vedo
dunque l’ora che tutti quanti possano vederlo. Trovo che finalmente mi abbiano dato l’occasione di calarmi
in un ruolo brillante, divertente. Come il titolo lascia intuire, Christmas Witch è una fiaba di Natale, oltre
che una commedia. Tra i protagonisti ci sono anche dei bambini, insieme a me, William Baldwin e Tom
Arnold. Sono contenta perché, per la prima volta, riesco a farmi vedere in una veste fiabesca e, tra l’altro, il
personaggio che interpreto ha anche alcune caratteristiche che mi rispecchiano. Quando ho letto il copione
mi sono messa a ridere da sola, perché ho detto tra me e me: ‘Questa sono proprio io’. In dei momenti, ha
delle qualità dove davvero mi ci ritrovo”.
Forse non tutti sanno che Christmas Witch fa parte di una serie di film.
“Esatto. Prima di questo film, è stato girato The Christmas Thieves – Ladri di Natale con Michael Madsen e
Tom Arnold. Dopo quello di cui ho fatto parte io, Christmas Witch, ne hanno fatti altri due, che stanno
girando adesso. Ci saranno, insomma, diversi sequel. Il filo conduttore sono appunto questi due ladri,
mascalzoni e divertenti, che vivono delle avventure, circondati da protagonisti diversi ogni volta. La prima
volta c’era Babbo Natale, la seconda la strega e così via”.
La domanda sorge spontanea: come ti sei trovata a lavorare con William Baldwin e Tom Arnold?
“Benissimo. Sono due grandissimi professionisti. Anche se sono importantissimi a livello mondiale, ho
trovato dei colleghi con i piedi per terra, veramente alla mano. Sono attori estremamente generosi,
divertenti. Hanno un senso dell’umorismo spiccato. Ma mi sono trovata principalmente bene a livello
umano. Il trio che abbiamo formato mi ha sorpreso. Mi sono sentita sulla stessa linea che avevano loro, con
cui ho condiviso tante scene. William e Tom avevano già lavorato insieme, motivo per cui avevano i loro
personali sketch. Io sono subentrata. Inizialmente mi chiedevo se sarei riuscita a trovarmi a mio agio con
loro, se avremmo avuto la stessa alchimia. Ed è avvenuto: con le battute e le improvvisazione abbiamo
trovato subito un feeling, che è stato confermato da William e Tom. E questa cosa, lo ammetto, mi ha
riempito di orgoglio. Abbiamo creato una sinergia senza imbarazzo. Sono riuscita ad entrare nella loro sfera
con grande leggerezza e naturalezza, senza vergognarmi di diventare comica. Entrare nei loro tempi è stato
meno difficile rispetto a quanto avevo pensato inizialmente. Sono stata avvolta dalla loro splendida energia.
Mi sono sentita a casa, in famiglia, ed è stato bellissimo. L’ho vissuta come una sfida, che penso di aver
vinto. Anche perché mi sono confrontata con il genere commedia raramente, quando ad esempio, in Italia,
ho fatto Ma Il Portiere Non C’è Mai? con Giampiero Ingrassia. Un ruolo brillante all’americana, però, mi
mancava”.
Hai recitato in inglese, ma ti sei doppiata nella versione italiana, giusto?
“Proprio così, sono andata in sala doppiaggio, dove mi sono confrontata con tanti mostri sacri del settore.
Ed è stato un altro compito difficile. Quando reciti è un conto, ma se non sei un doppiatore di professione è
davvero tosta. In primis perché non si recita sempre nello stesso modo. E poi perché la musicalità della
lingua inglese è diversa da quella italiana. Ho seguito, passo dopo passo, le indicazioni che mi davano,
anche per non andare a rovinare la mia stessa recitazione”.

La regia è di Francesco Cinquemani, regista italiano. Come ti sei trovata a lavorare con lui?
“Sì, lavora tantissimo all’estero. Posso dirti che io e Francesco ci conosciamo da tanti anni, anche se non
c’era mai capitato di lavorare insieme. Non mi aveva mai scelto per un film. E quando è arrivata l’occasione
di Christmas Witch sono stata davvero felicissima. Conoscevo già Francesco dal punto di vista amichevole e
umano, ma ho trovato sul set un regista molto professionale, preparato. E’ anche uno scrittore, motivo per
cui è molto attento e sensibile, così come lo è nella quotidianità. E’ bravissimo a guardare dentro i
personaggi. Ha un’attenzione sul testo dei suoi lavori”.
Il bilancio di questa esperienza lavorativa è stato positivo, dunque?
“Sì, ho vissuto un set magico. E’ una sensazione che abbiamo avuto tutti. Sia per il film che stavamo
girando, sia per i costumi, le scenografie, l’atmosfera che si era creata. Christmas Witch è un film corale,
che comprende anche i bambini. Ci siamo trovati tutti benissimo, anche grazie a Francesco Cinquemani. In
quel periodo, è come se fossi entrata a far parte di un altro mondo, completamente fiabesco. L’abbiamo
girato con amore, nonostante le condizioni difficili dettate dal Covid. Ma oltre a tanta fatica, ci abbiamo
messo dentro tutto il nostro amore. Per questo, non vedo l’ora che il film esca in Italia per vedere la
reazione delle persone, soprattutto quando mi vedranno in questo ruolo che è del tutto inedito. In
generale, sono felice anche per questo personaggio “fatesco”. Sono sempre stata appassionata alle fate e
all’Irlanda”.

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