Crans Montana: una foto testimonia che l’uscita di sicurezza era bloccata

13 Gennaio 2026 - 14:06

Crans Montana: una foto testimonia che l’uscita di sicurezza era bloccata

«All’inizio l’incendio era piccolo, poi c’è stato un boato e l’esplosione. L’uscita era minuscola, superarla è stato difficilissimo. Tutti si calpestavano». Così Camille, migliore amica di Cyane Paine, la cameriera 24enne morta nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, descrive i drammatici momenti vissuti all’interno del bar. Le sue parole trovano conferma nelle immagini diffuse nelle ultime ore e nelle testimonianze raccolte dagli inquirenti, comprese quelle dei proprietari del locale.

Camille si trovava nel bar per stare accanto all’amica durante il turno di lavoro. In un’intervista a Franceinfo ha raccontato di un incendio divampato all’improvviso, della fuga disperata verso un’unica uscita di piccole dimensioni e della presenza di molti giovanissimi all’interno del locale. Un insieme di elementi che, secondo i racconti dei testimoni, ha alimentato il panico durante il rogo, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116, molte delle quali ancora ricoverate.

Le testimonianze raccolte in questi giorni sembrano trovare riscontro anche negli interrogatori a cui sono stati sottoposti i coniugi Moretti, proprietari del locale, ascoltati per oltre sei ore e mezza dalla Procura del Cantone Vallese. L’indagine ipotizza i reati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo.

Dalle dichiarazioni emerge una possibile ricostruzione della sequenza degli eventi. Jessica Moretti, presente nel bar quella notte, ha riferito che intorno all’1.15 i clienti avevano iniziato a ballare e che ai tavoli erano arrivate bottiglie di champagne con candele pirotecniche. Alle 1.28 l’incendio era già in corso: a quell’ora risalirebbe la prima chiamata ai vigili del fuoco effettuata dalla donna.

Poco dopo è arrivato sul posto il marito Jacques, che si trovava in un altro locale di proprietà, il Senso. Giunto davanti a Le Constellation, si è reso conto di non poter entrare: l’unica porta accessibile era attraversata da una folla in fuga verso l’esterno. Solo pochi tentavano di muoversi in senso contrario, nel disperato tentativo di cercare qualcuno.

Il nodo delle uscite resta centrale nell’inchiesta. Jacques Moretti è riuscito a rientrare forzando una porta chiusa dall’interno con un chiavistello, che ha però definito una porta di servizio per il personale e non un’uscita di emergenza. Agli inquirenti ha indicato un’altra porta come uscita di sicurezza, ma un video diffuso dal Tg3 italiano mostrerebbe che era ostruita da un mobile, rendendola di fatto inutilizzabile.

Sotto la lente anche i materiali presenti nel locale. La schiuma fonoassorbente installata durante la ristrutturazione del 2015, altamente infiammabile, avrebbe dovuto essere adeguatamente protetta. Secondo le ricostruzioni, proprio la combinazione tra questo materiale e l’accensione simultanea di 16 bottiglie con candele pirotecniche avrebbe innescato l’incendio. La carenza di uscite adeguate avrebbe poi aggravato le conseguenze.

Un quadro ancora da verificare, che ora spetta alle autorità confermare o smentire attraverso le indagini in corso.

Fonte: Fanpage.it

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