Politica

Coronavirus, Cantalamessa (Lega): pochi fondi per i poveri a Napoli, de Magistris sia onesto intellettualmente

di  stefano albamonte  -  29 Marzo 2020

“I fondi messi a disposizione dei Comuni per i più bisognosi sono una miseria. Se per il sindaco dell’Area Metropolitana Luigi de Magistris, che oggi si dice soddisfatto dell’intervento del governo, è questa la sua idea di reddito di quarantena, stiamo messi molto male. Alla città di Napoli andrebbero circa 5 milioni. Per la popolazione napoletana che normalmente è già a rischio povertà, senza contare i danni dell’emergenza sanitaria e sociale, che è di circa 200mila persone, il dividendo procapite per far fronte alle difficoltà economiche è di 25 euro. Ora, capisco che il sindaco debba essere grato a questo governo e al PD che lo ha più volte salvato dal tracollo politico e finanziario, ma ci vedo poca onestà intellettuale.

Ricordiamo che sempre secondo l’Eurostat, in Campania normalmente la popolazione a rischio povertà è del 41,4%. Parliamo di 4 persone su 10. Questo dato, è fondamentale ricordarlo, è il dato che non tiene conto dell’attuale situazione derivante dall’emergenza. Dunque, senza mettersi con la calcolatrice in mano, non ci vuole molto a capire che i fondi in arrivo dal governo sono delle gocce d’acqua che non tolgono la sete.

Non tralasciamo che in città, le forbici della crisi finanziaria derivante dall’attuale situazione, si ampliano e coinvolgono anche nuove fette di popolazione. Basta pensare ai professionisti, agli operatori turistici, ai commercianti ed ai ristoratori. Una fetta di popolazione enorme che al momento vive senza nessuna certezza e certamente non potrà trarre ristoro dai pochi euro messi a disposizione dal governo. Per queste persone La Lega, in questi giorni, ha presentato diversi emendamenti al “Cura Italia”, ci auguriamo vengano accolti”.

Cosi Gianluca Cantalamessa, deputato della Lega, commenta duramente le dichiarazioni di soddisfazione espresse dal sindaco di Napoli per i fondi in arrivo al Comune per far fronte all’emergenza sociale.