Cinema e TV

Con Dario Cecconi dietro le quinte della tv creativa

Con Dario Cecconi dietro le quinte della tv creativa

Immedesimarsi nel lettore o nello spettatore significa vivere un rapporto alla pari e condividere con lui momenti, situazioni, emozioni. “Compito di chi scrive per un giornale o per la tv è comunicare, informare, intrattenere in modo semplice ma intelligente. Alla base di tutto questo c’è  la conoscenza degli stili comunicativi, della costruzione delle narrazioni verbali e televisive, delle varie forme di comunicazione mediale e della scrittura creativa. Soprattutto, però, c’è la voglia di fare della cultura un’arte”. Questo è, in sintesi, il personale punto di vista, in merito alla comunicazione creativa e di qualità, di Dario Cecconi, giornalista esperto di massmedia, direttore operativo della produzione multimediale, autore e curatore della rubrica di successo Dentro e fuori la tv, di Periodico Italiano Magazine (mensile di informazione e approfondimento culturale), di cui è caporedattore del settore televisione’.

Ma quanto sono importanti qualità e creatività nel dietro le quinte televisivo?
Lo scopriamo in questa piacevole intervista che abbiamo avuto il piacere di rivolgergli, in cui emergono i veri capisaldi della professionalità in materia di comunicazione e i tratti distintivi della personalità determinata e propositiva di un professionista del settore giornalistico e radio-televisivo.

Dario Cecconi, innanzitutto, cosa significa scrivere per la tv?
“Intanto dobbiamo dire che lo scrivere; o, più in generale, il  comunicare è una dimensione dell’essere, uno stato esistenziale che libera energie. Principalmente, sono l’emotività, la tensione espressiva, la voglia di condividere un’ idea, a muovere la penna. Tutte cose che non si imparano. Gli elementi-base, quelli che stimolano tecnica e creatività sono: la capacità e la volontà di ascoltare, di apprendere e di condividere, la consapevolezza di avere un messaggio chiaro da lanciare. Scrivere per la tv, nello specifico, significa immaginare centinaia di migliaia di persone che stanno vedendo e ascoltando, attraverso la televisione, i tuoi contenuti. Significa dare ai loro volti un’espressione felice o triste, interessata o indifferente. In sostanza, significa stimolare il loro buon gusto o il loro gusto trash”.

Che cosa si intende per televisione creativa?
“La televisione creativa è una tv in grado di pensare, creare e esprimere qualcosa di innovativo. Qualcosa di diverso dal comune, capace di arginare tutto ciò che è ormai scontato e fin troppo conosciuto, di ispirare e stimolare anche lo spettatore a trovare la propria dimensione e, perchè no, a creare a sua volta qualcosa di diverso e di stimolante, che arricchisca il proprio vivere quotidiano”.

La televisione di oggi è una televisione creativa?
“Ad oggi, purtroppo, non abbiamo il piacere di gustare il sapore di una televisione creativa perché ai programmi pensati, strutturati con ingredienti come l’intuito per il nuovo, la fantasia e la
genialità, si preferiscono, quasi sempre i format, magari importati dall’estero, quelli che hanno già riscosso un discreto successo, in termini di gradimento del pubblico, in altri Paesi. Si preferiscono
al prodotto  creativo perché con quelli, si va sul sicuro e si impiegano meno energie. Ma, secondo me, questo è un errore. È un vero peccato non investire in nuove energie che sicuramente
porterebbero ad un rilancio complessivo di tutto il settore televisivo”.

Possiamo dire, con certezza, che la televisione creativa è una televisione intelligente?

“Generalmente, si è portati a ritenere che le persone creative siano molto intelligenti. Quindi, dobbiamo riconoscere che anche la televisione creativa è intelligente e fatta da persone intelligenti.
Si tratta di una televisione geniale, che riesce a far propri stile comunicativo e contenuti fruibili, che rimane al passo con i tempi, guardando con ottimismo e con equlibrio al futuro, senza dimenticare
l’eredità che la tv del passato ci ha lasciato”.

Lei che cosa proporrebbe per valorizzare con intelligenza la televisione creativa?
“Per valorizzare la televisione creativa proporrei di guardare al futuro con ottimismo, puntando, in modo particolare, sulla professionalità e sul talento di giovani autori capaci di intercettare i gusti di
un pubblico sempre più ampio e di allargare, proprio per questo, l’offerta dei contenuti. Proporrei di utilizzare, senza parsimonia, tutti i grandi strumenti comunicativi che si hanno a disposizione, in un periodo un cui la multimedialità è in continua evoluzione. Inoltre, suggerirei di recuperare dal passato il rispetto per il pubblico, che in gran parte si è perso. Mi riferisco ad un rispetto fatto di
buongusto, di scelta di contenuti di maggior spessore, da presentare senza troppe pretese ma con quella leggerezza piacevole che rende tutto migliore e che, sicuramente, riesce a sedurre e conquistare il pubblico”.

Pensa che, in futuro, ci sarà più spazio per una televisione di questo tipo?
“Me lo auguro e penso di sì. Sono convinto che, in definitiva, tutto ciò che viene sfruttato fino all’osso, come i format importati, i reality o i talent show, sia destinato ad esaurirsi nel tempo e che,
prima o poi, la televisione necessiterà di ritrovare la propria identità creativa con programmi pensati, costruiti per elevare ed elevarsi, grazie ad una sempre più crescente cultura contenutistica
ed estetica”.

DARIO CECCONI
Giovane esperto di comunicazione e media, ha iniziato a frequentare il mondo della comunicazione massmediale grazie a collaborazioni nazionali in Epr Comunicazione (Roma),
che lo ha aiutato a maturare i suoi interessi per gli ambienti artistici, dell’informazione e radio-televisivi. Determinato nel proprio lavoro, è giornalista, caporedattore del settore televisione per
Periodico Italiano Magazine e direttore operativo della produzione multimediale. Ma, soprattutto, è un ‘media-trainer’ molto amato per affabilità, competenza e professionalità.

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Giuseppe Cossentino