Caso Roggero: perché la magistratura gli ha bloccato 50mila euro su un conto in Tunisia

22 Luglio 2026 - 10:54

Caso Roggero: perché la magistratura gli ha bloccato 50mila euro su un conto in Tunisia

Dietro alla vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva per il duplice omicidio dei rapinatori che avevano assalito il suo negozio, si è aperto un secondo e complesso fronte di natura patrimoniale. La magistratura ha disposto il sequestro conservativo di un patrimonio stimato in oltre 1,17 milioni di euro, bloccando tra i vari asset anche un bonifico di 50.000 euro che l’uomo aveva tentato di trasferire su un conto corrente in Tunisia.

La decisione dei giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino risponde alla necessità di tutelare il soddisfacimento dei debiti di giustizia e i risarcimenti dovuti alle parti offese.

Le motivazioni del blocco: il rischio di spogliamento patrimoniale

La condanna definitiva stabilisce per il gioielliere l’obbligo di versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 480.000 euro a titolo di risarcimento per i familiari delle vittime e per il terzo rapinatore rimasto ferito, a cui si aggiungono le spese processuali e i futuri risarcimenti in sede civile.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno tuttavia evidenziato una serie di operazioni finanziarie e immobiliari interpretate dagli inquirenti come un tentativo di svuotare il patrimonio personale:

 Il bonifico verso la Tunisia: Nel settembre del 2024, Roggero ha disposto un bonifico da 50.000 euro derivante in gran parte dalle donazioni di solidarietà raccolte dai sostenitori. La somma era diretta verso un conto cointestato con la moglie in un Paese extra-UE. Per la Corte d’Assise d’Appello, tale spostamento ha rappresentato un “pervicace e reiterato tentativo di sottrarre la disponibilità di denaro alle garanzie dei creditori”, rendendo le somme di fatto inaccessibili ai pignoramenti italiani.

 La presunta cessione fittizia degli immobili: Pochi mesi prima, a marzo 2024, Roggero aveva ceduto alla moglie le proprie quote relative a quattro fabbricati situati a La Morra (Cuneo). L’operazione è stata considerata dai magistrati come un’intestazione fittizia mirata a spogliarsi formalmente delle proprietà mantenendole all’interno del nucleo familiare.

Fonte: Fanpage.it

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