Caso Kata verso l’archiviazione, la famiglia non si arrende: “Rapita da una rete criminale, chiederemo nuove indagini”

18 Marzo 2026 - 21:02

Caso Kata verso l’archiviazione, la famiglia non si arrende: “Rapita da una rete criminale, chiederemo nuove indagini”

A quasi tre anni dalla scomparsa della piccola Kata a Firenze, il caso rischia di essere archiviato. Ma la famiglia della bambina non intende fermarsi e annuncia battaglia per riaprire le indagini, sostenuta dalla criminologa incaricata.

Secondo quanto emerso, la Procura si prepara a chiudere il fascicolo dopo un lungo periodo senza risultati concreti. Tuttavia, questo non significherebbe la fine definitiva delle indagini, ma segnerebbe comunque un punto critico nella ricerca della verità. 

La bambina, di cinque anni, era scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor, dove viveva con la famiglia. Inizialmente si pensò a un allontanamento temporaneo, ma le ricerche – proseguite per giorni con diversi mezzi – non portarono ad alcuna traccia. 

Gli accertamenti hanno escluso che la piccola sia rimasta all’interno dell’edificio: secondo gli investigatori, sarebbe stata portata fuori dalla struttura, anche se le modalità restano sconosciute. 

Negli anni sono state analizzate numerose piste, tra cui quelle legate all’ambiente familiare, al racket delle stanze nell’hotel e ad altri possibili contesti criminali. Tuttavia, nessuna ipotesi ha portato a prove decisive. 

La criminologa che affianca la madre della bambina contesta duramente il lavoro investigativo svolto finora. Secondo la sua ricostruzione, ci sarebbero state gravi lacune fin dalle prime ore, come il ritardo nei sopralluoghi e la possibile contaminazione della scena. 

L’esperta esclude inoltre un coinvolgimento della famiglia e sostiene che la bambina sarebbe stata rapita da persone inserite in un contesto criminale organizzato. A suo avviso, la piccola sarebbe stata portata via per uno scopo preciso, forse legato a traffici illeciti. 

Un elemento ritenuto rilevante riguarda anche alcune minacce ricevute dalla famiglia prima della scomparsa, legate alla permanenza nell’edificio occupato. Inoltre, alcune immagini delle telecamere mostrerebbero due uomini seguire la bambina poco prima che sparisse. 

Nonostante l’assenza di risposte, la famiglia continua a chiedere verità e giustizia. L’obiettivo ora è ottenere la riapertura delle indagini, nella convinzione che il caso non sia stato approfondito a sufficienza e che esistano ancora piste da esplorare.

Fonte: Fanpage.it

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