Caro energia e conti pubblici sotto pressione: l’allarme di Giorgetti mette a rischio gli aiuti e la manovra economica

3 Aprile 2026 - 10:35

Caro energia e conti pubblici sotto pressione: l’allarme di Giorgetti mette a rischio gli aiuti e la manovra economica

L’allarme sui conti pubblici e sul caro energia torna al centro del dibattito politico. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un monito chiaro: se il conflitto internazionale dovesse protrarsi, il prezzo della benzina potrebbe arrivare fino a tre euro al litro. Una prospettiva che mette sotto pressione il governo guidato da Giorgia Meloni e complica la strategia economica dei prossimi mesi.

Le risorse per contrastare il caro energia risultano ormai esaurite. Il decreto in arrivo al Consiglio dei ministri per prorogare il taglio delle accise potrebbe essere l’ultimo intervento senza nuove coperture finanziarie. Intanto si profila un rischio significativo: nel 2026 il rapporto deficit-Pil potrebbe superare la soglia del 3%, limite cruciale per evitare procedure europee per disavanzo eccessivo. Già resta incerto se questo parametro sia stato rispettato nel 2025.

Questo scenario mette in discussione anche una possibile manovra espansiva prima delle elezioni, considerata finora un obiettivo politico rilevante. Le risorse necessarie per prorogare il taglio delle accise fino al primo maggio ammontano a circa un miliardo di euro, recuperati anche attraverso tagli o congelamenti di spesa nei ministeri.

Sul fronte energetico, i dati dell’ARERA mostrano un forte aumento delle tariffe del gas per gli utenti vulnerabili: +19,2% a marzo. Il prezzo della materia prima è salito sensibilmente, incidendo direttamente sulle bollette.

Nel frattempo, il governo valuta misure di sostegno alle imprese, inclusi fondi per il settore agricolo e incentivi legati alla transizione 5.0. Tuttavia, senza una stabilizzazione del contesto internazionale, ogni intervento rischia di rivelarsi temporaneo e insufficiente.

fonte: open

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