Caro benzina, per contenere gli aumenti il governo vuole attivare il meccanismo delle accise mobili

9 Marzo 2026 - 8:37

Caro benzina, per contenere gli aumenti il governo vuole attivare il meccanismo delle accise mobili

Dopo lo scoppio della guerra contro l’Iran, il prezzo della benzina è lievitato oltre i 2 euro al litro. Il governo italiano è pronto ad attivare il meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ per far abbassare il prezzo.

Ma c’è anche il rischio che il prezzo potrebbe salire presto fino a 3 euro al litro. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto ieri l’appello lanciato dalle opposizioni, e in particolare da parte della

segretaria del Pd Elly Schlein, che ha chiesto all’esecutivo di usare l’extragettito Iva “che aumenta insieme agli extra profitti” garantito dai rincari dei carburanti per ridurre l’imposta che pesa su benzina e

diesel. Come governo “siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi

dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ che questo

governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. La misura introdotta nel 2023 – modificando una norma Bersani del 2007 –

prevede che il taglio delle accise “possa essere adottato se il prezzo del carburante aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento”, tenendo presente l’ultimo Def.

L’ultimo Documento di Finanza Pubblica indicava un Brent, indice di riferimento internazionale per il greggio, fermo a 66,1 dollari al barile. Dato che negli ultimi mesi il Brent è stato scambiato stabilmente sopra i

70 dollari al barile, e negli ultimi giorni è salito oltre quota 90, le condizioni per intervenire ci sarebbero già. Non si specificava, però, la percentuale di aumento per intervenire, che prima era del 2%.

La norma tiene anche conto “dell’eventuale diminuzione” nella media del quadrimestre precedente. Il ministro delle imprese Adolfo Urso ha puntato il dito contro gli “aumenti ingiustificati” da parte delle compagnie,

più che della rete dei distributori, auspicando l’intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi e della Gdf. Anche il vicepremier Tajani ha sottolineato che “c’è troppa speculazione sui prezzi dell’energia.

Gli aumenti sono ingiustificati e non è colpa del benzinaio; se aumenta il prezzo della benzina c’è una speculazione a monte”. La decisione deve essere adottata dal Mef di concerto con il Mase. Si vedrà ora come  l’esecutivo intenda riadattarla alla situazione attuale, dove il blocco dello stretto di Hormuz ha fatto scattare aumenti generalizzati. Fonte Tgcom24.