Il 2027 sarà un anno davvero cruciale per la città di Napoli che potrà confermare il grande hype che si è creato grazie ai suoi successi degli ultimi anni.
Per guidare questa grande sfida, l’America’s Cup, la scelta di Palazzo San Giacomo è ricaduta su un profilo di indiscussa solidità. L’assegnazione della delega alla Coppa America a Carlo Puca, da parte del Sindaco Gaetano Manfredi, non rappresenta solo un atto amministrativo, ma un segnale politico e culturale di grandissimo spessore.
Il curriculum e il percorso professionale di Puca raccontano di una figura di profonda competenza.
Classe 1970, giornalista di razza, autore, regista e acuto osservatore delle dinamiche sociopolitiche del nostro paese, Puca si è creato un bagaglio personale che si identifica nei panni di un esperto conoscitore della comunicazione e delle dinamiche istituzionali (non a caso, fu proprio lui a coordinare la campagna elettorale dell’attuale primo cittadino).

Un legame viscerale e lucido con la sua città, confermato anche dalla sua recente produzione artistica. Tra i suoi lavori di regista spicca infatti il docufilm “Napoli 2500 più 10”, presentato con successo al Teatro San Carlo: un’opera che ripercorre l’evoluzione urbanistica e i 2500 anni di storia partenopea. Il racconto di Puca non cede mai alla facile estetica da cartolina, ma guarda a Napoli come a una grande e moderna capitale del Mediterraneo, capace di rigenerarsi e guardare al futuro. È esattamente questa la visione strategica che servirà per gestire la vetrina globale della Coppa America.
Ma c’è un ulteriore elemento in questa nomina che merita un’attenzione particolare, ed è la prospettiva che si apre sull’asse Napoli-Roma. Carlo Puca è infatti il coordinatore regionale in Campania di Progetto Civico, l’iniziativa politica moderata promossa da Alessandro Onorato, l’assessore che sta imprimendo una vera e propria rivoluzione al settore dei Grandi Eventi, dello Sport e del Turismo nella Capitale.

Ed è proprio qui che si intuisce la portata della sfida partenopea. Il percorso che sta per iniziare a Napoli con la Coppa America segue idealmente i passi e il modello di successo tracciato da Onorato a Roma. Si tratta di una visione condivisa in cui i grandi appuntamenti internazionali smettono di essere semplici celebrazioni effimere, per trasformarsi in veri e propri motori di sviluppo economico, turistico e infrastrutturale per il territorio. Un vero “ponte” istituzionale tra due delle città più importanti d’Italia, fondato sull’efficienza, sull’equilibrio e sulla valorizzazione delle eccellenze.
Napoli ha bisogno di figure che sappiano guardare oltre l’orizzonte locale, capaci di dialogare alla pari con i grandi player internazionali senza mai disperdere il contatto vitale con l’anima e la storia della città.