Marin Jelenic, croato di 36 anni senza fissa dimora, imputato per l’omicidio del capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, ha colpito la gabbia di vetro nell’aula della Corte d’Assise di Bologna, dove si stava
svolgendo il processo. Durante l’udienza, lo psichiatra incaricato dalla Corte, Domenico Berardi, ha stabilito che l’uomo è capace di intendere e volere, e può quindi partecipare al processo. Jelenic risponderà dell’omicidio
aggravato dai motivi abietti commesso lo scorso 5 gennaio ai danni del 34enne Ambrosio. Secondo le ricostruzioni, il giovane capotreno a fine turno stava andando a piedi verso il parcheggio
riservato agli operatori quando è stato raggiunto da una singola coltellata alla schiena. Un colpo unico e violentissimo, come ha stabilito l’autopsia, che non gli ha lasciato scampo. A incastrare Jelenic sono
state le immagini delle telecamere di videosorveglianza che lo hanno ripreso sul luogo dell’omicidio poco prima del delitto. Alla sequenza mancherebbe solo il fotogramma dell’accoltellamento, durato
una manciata di secondi. Dopo una breve fuga in treno, l’uomo è stato arrestato per essere sottoposto al processo, iniziato a maggio. Quella avvenuta oggi davanti alla Corte bolognese è solo l’ultima di una serie
di violente intemperanze che hanno caratterizzato anche le udienze precedenti. In quest’ultima, l’uomo si è scagliato contro la parete della gabbia di vetro all’interno della quale era detenuto. Ad assistere alla
scena c’erano gli amici e i parenti della vittima. Successivamente, ha rivolto insulti contro la sua legale, Marialuisa Marcuccio, la quale ha chiesto di essere dispensata dall’incarico. Si tratterebbe del secondo
cambio di legale dall’avvio del dibattimento. Dopo le intemperanze, l’uomo è stato allontanato dall’aula e ricondotto in carcere. Fonte Fanpage.it